Inchiesta trans, “Marrazzo frequentava viados dal 1997”. Il legale: “Basta gogne mediatiche”

Pubblicato il 21 maggio 2010 19:30 | Ultimo aggiornamento: 21 maggio 2010 21:00

Piero Marrazzo

Secondo il racconto del trans Maureen De Palma, l’ex governatore del Lazio Piero Marrazzo frequentava trans già dal 1997. Ma il legale di Marrazzo, Luca Petrucci, attacca: “Ci si sofferma ancora su particolari che nulla hanno a che vedere con i fatti in causa”.

Si è parlato anche delle presunte rapine effettuate dai carabinieri nell’incidente probatorio che si è concluso oggi nell’ambito dell’inchiesta sul caso Marrazzo e che ha raccolto alcune tesimonianze.  Un cittadino dominicano ha riferito di essersi accorto solo in seguito della scomparsa di alcuni oggetti dalla sua abitazione che era stata perquisita alla ricerca di droga proprio da alcuni militari; una filippina ha detto invece che la perquisizione era stata fatta da sette carabinieri.

Per quanto riguarda la droga, secondo l’avvocato Ambra Giovine che assiste uno dei militari, “sono emersi dubbi sulla credibilità di Natalì e sullo stesso Marrazzo, le cui posizioni sono strettamente collegate. Natalì avrebbe dovuto essere indagata da subito quando ha riferito agli inquirenti di aver comprato droga non per sé, in quanto non assuntrice di sostanze stupefacenti, ma per i clienti che gliela chiedevano”.

Maureen De Palma, trans che oggi ha testimoniato, Piero Marrazzo frequentava trans abitualmente già dal 1997. ”Nel giro dei trans si sapeva che Piero Marrazzo frequentava viados da anni. Mi hanno riferito che già nel 1997 aveva incontri con trans e pagava in lire. Allora erano Zezé, che ora è morta, e Grace i suoi riferimenti, solo in seguito vennero Paloma, Natalì e Brenda”.

In aula si è parlato anche di video. “Rachele mi ha riferito di aver visto un filmato che ritraeva Marrazzo con Blenda e Michelle”, avrebbe spiegato la donna.

Secondo Luca Petrucci, il legale dell’ex presidente della Regione Lazio “è ancora sottoposto ad una indegna gogna mediatica, che ci costringerà, ancora una volta, a procedere in sede giudiziaria nei confronti di coloro che riporteranno notizie false e diffamatorie. Oggi sono emersi comportamenti gravissimi posti in essere da carabinieri deviati, accusati di reati per i quali è previsto l’ergastolo”, eppure ci si sofferma ancora “su particolari falsi e contraddittori, riferiti da un teste, che nulla hanno a che vedere con i fatti di causa”.