Incidente A1, conducente arrestato: “Ero stanco, non tenevo gli occhi aperti”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Giugno 2020 20:53 | Ultimo aggiornamento: 8 Giugno 2020 8:00
Incidente A1, Emil Ciurar: Ero stanco, non tenevo gli occhi aperti

Incidente A1, Emil Ciurar: “Ero stanco, non tenevo gli occhi aperti” (Foto archivio ANSA)

AREZZO – Il conducente del tragico incidente sull’autostrada A1 nella notte tra 5 e 6 giugno ha dichiarato alla polizia stradale che era molto stanco e “non riuscivo a tenere gli occhi aperti”.

Il, 30enne originario della Romania, era alla guida del minivan che si è schiantato contro un camion.

Nell’incidente sull’A1 sono morte le sue due figlie e i suoi genitori, mentre sette persone sono rimaste ferite, tra cui la moglie.

L’uomo è stato arrestato per pericolo di fuga e con l’accusa di omicidio stradale.

L’uomo alla polizia stradale ha detto “ero molto stanco”, e che stava guidando da molte ore.

Nel tragitto dalla Romania all’Italia ha fatto sosta solo all’area di servizio Chianti per prendere un caffè.

“Non riuscivo a tenere gli occhi aperti”, ha dichiarato l’uomo agli agenti.

Le dichiarazioni del trentenne sosterrebbero l’ipotesi che già si è fatto il pm Roberto Rossim, ovvero che a provocare l’impatto con il camion sarebbe stata proprio la stanchezza.

Il suo legale, Giuseppe Martina, ha dichiarato che il romeno è “un uomo disperato”.

“Chiede di continuo quali siano le condizioni della moglie e della bimba e di poter uscire per andare ai funerali”, ha detto il legale.

Incidente A1, la famiglia era diretta a Napoli per lavoro

L’uomo e la sua famiglia erano diretti a Napoli, dove uno zio e due cugini stavano aspettando il loro arrivo.

Lì avrebbero lavorato come operai stagionali.

Il guidatore del minivan ora si trova in carcere ad Arezzo e la mattina dell’8 giugno si terrà l’udienza di convalida davanti al gip.

Oggi la moglie ha ripreso in braccio la figlioletta di otto mesi, unica sopravvissuta dei suoi tre figli, gemella della sorellina morta nell’incidente.

La donna, ricoverata in un primo momento alle Scotte di Siena, è stata dimessa,

La moglie ha voluto subito raggiungere il Meyer di Firenze, per riabbracciare la bambina che sta abbastanza bene e potrebbe essere dimessa presto.

L’intenzione, spiega l’avvocato della famiglia Giuseppe Martina, è quella di tornare al più presto in patria.

Le salme saranno riportate in Romania non appena ci sarà il nulla osta della procura per i funerali”. (Fonte: ANSA)