Incidente Rezzato: nessuno dei 5 ragazzi morti aveva la patente, l’auto prestata da un amico

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 24 Gennaio 2022 11:26 | Ultimo aggiornamento: 24 Gennaio 2022 11:26
Incidente Rezzato: nessuno dei 5 ragazzi morti aveva la patente, l'auto prestata da un amico

Incidente Rezzato: nessuno dei 5 ragazzi morti aveva la patente, l’auto prestata da un amico (Foto Ansa)

Incidente di Rezzato (Brescia), nessuno dei cinque ragazzi morti aveva la patente. Quindi, nessuno dell’auto che si è schiantata contro un pullman. L’auto era stata prestata da un amico. Lo ha rivelato il padre di una delle vittime. 

Incidente Rezzato: nessuno aveva la patente, l’auto era prestata

Alla guida c’era il ventiduenne Salah Nadiq, il più grande del gruppo. Il padre ha spiegato al Giornale di Brescia: “Mio figlio non aveva la patente, nemmeno suo cugino che era a bordo dell’auto e anche il terzo amico marocchino”.

Non aveva ovviamente la patente Irene Sala, che aveva 17 anni, e nemmeno il 19enne Dennis Guerra che, nel 2007, aveva perso un cugino di 18 anni morto anche lui in incidente stradale. Il gruppo viaggiava su un’auto prestata da un amico.

Rezzato, auto contro pullman: 5 ragazzi morti

Sulla dinamica dello schianto, scrive l’Ansa non ci sarebbero più dubbi. Chi guidava l’auto ha fatto tutto da solo. Un errore costato la vita a cinque ragazzi, morti sul colpo, lungo la strada che dalla Valsabbia li stava portando in città per concludere la serata.

Sulla vettura, irriconoscibile dopo il tremendo schianto, c’erano Dennis Guerra, 20 anni di Sabbio Chiese; Imad El Harram, anche lui ventenne di Preseglie; Imad Natiq, 20 anni, e Salah Natiq, 22, cugini residenti a Vestone e Irene Sala, 17 ann, che viveva a Villanuova sul Clisi.

La Procura di Brescia ha già disposto il nullaosta per la sepoltura e le salme sono state restituite alle famiglie. È stato trasportato in ospedale sotto choc invece l’autista del pullman di 58 anni che viaggiava senza passeggeri e che non ha potuto fare nulla per evitare l’auto. E’ stato lui il primo a dare l’allarme.

Straziante il dolore delle famiglie, avvisate dagli amici e dai parenti, che si sono trovate davanti i figli strappati alla vita troppo presto. “Erano ragazzi come tutti, nati e cresciuti in Valsabbia. Ora per noi è davvero dura” dice un parente di Imad e Salah Natiq. “Non ci sono parole per descrivere il dolore causato da questa tremenda tragedia. A nome di tutta la Comunità, esprimo cordoglio e un abbraccio di profonda vicinanza alle famiglie delle giovani vittime” scrive il sindaco di Sabbio Chiese, Onorio Luscia, su Facebook.