Le stragi invisibili degli incidenti stradali: 8mila morti in 10 anni

Pubblicato il 5 Dicembre 2011 14:37 | Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre 2011 14:37

ROMA – Negli ultimi dieci anni sono oltre ottomila i pedoni rimasti uccisi in incidenti stradali e 205 mila quelli feriti. Il dato e’ stato reso noto dall’Aci secondo il quale a fronte di una diminuzione complessiva del 19,6% degli incidenti, gli investimenti dei pedoni sono aumentati dell’1,4%. Ma non solo: la percentuale degli investimenti sul totale degli incidenti stradali e’ passata dal 7,2% del 2001 al 9,1 del 2010. C’e’ pero’ un dato positivo ed e’ il dimezzamento dei pedoni rimasti uccisi: da 1032 nel 2001 a 614 l’anno scorso.

I numeri sono stati illustrati oggi dall’Aci in apertura del workshop sulla sicurezza dei pedoni, durante il quale è stato presentato un manuale dal titolo ‘Linee Guida per la progettazione degli attraversamenti pedonali’, frutto dell’esperienza dell’ACI come promotore e capofila nell’Epca-EuroTest, il programma internazionale per la sicurezza dei pedoni che coinvolge 18 Automobile Club di 17 Paesi. Lo sviluppo tecnologico delle autovetture, sostiene l’Aci, ha contribuito ad una forte riduzione delle vittime tra i pedoni (-40,5% in 10 anni, in linea con l’andamento generale della mortalità sulla strada), ma i feriti sono aumentati del 2% rispetto al 2001 anche a causa del mancato ammodernamento della rete infrastrutturale, soprattutto urbana. Lo dimostra il fatto che 1 investimento su 4 avviene sulle strisce, spesso per segnaletica inadeguata, scarsa illuminazione o vetture di intralcio in sosta vietata.

Dunque, dice il presidente dell’Aci Enrico Gelpi, ”serve una strutturata politica comunitaria che uniformi le legislazioni nazionali per la sicurezza stradale, soprattutto in ambito urbano a tutela dei pedoni. Vanno definite regole uguali in Europa per tutti: progettisti, costruttori, conducenti e pedoni”. La ricetta dell’Aci per la sicurezza dei pedoni prevede tra l’altro un semaforo con countdown che indichi ai pedoni il tempo a disposizione per l’attraversamento; l’accessibilità per tutti, con rampe più sicure e dispositivi specifici per le utenze deboli; la visibilità pedone-conducente con appositi layout per i marciapiedi e illuminazione artificiale dedicata; una segnaletica qualitativamente migliore, più percepibile dagli utenti e più duratura nel tempo.