Incidenti sul lavoro, due indagati per la morte dell’operaio Michele Mormile

Pubblicato il 13 agosto 2010 16:16 | Ultimo aggiornamento: 13 agosto 2010 16:59

Ci sono due indagati per omicidio colposo e violazione delle norme di sicurezza per la morte sul lavoro di Michele Mormile, l’operaio di 49 anni investito la mattina del 4 agosto da un treno regionale 6332 della Fer che da Bologna andava a Poggio Rusco (Mantova), mentre – secondo le indagini – stava lavorando all’esterno del cantiere di via Borgatti, perché la ditta voleva consegnare più velocemente un lavoro.

Il pm Luca Tampieri ha iscritto sul registro degli indagati i nomi del legale rappresentante della ditta per cui lavorava, la A&B Impianti, che ha in subappalto alcuni lavori di potenziamento della Bologna-Porrettana (l’appalto è della associazione temporanea di imprese Codebo), e il capo cantiere, appartenente alla stessa azienda.

All’accusa di omicidio colposo con cui si era aperta l’inchiesta (inizialmente contro ignoti) si è aggiunta la violazione delle norme di sicurezza sul lavoro, perché, appunto, è stato scoperto che l’operaio era stato mandato a lavorare dove non doveva, cioè all’esterno del cantiere. Questo, secondo le indagini, per la fretta.

Mormile, originario di Napoli, mentre stava lavorando era stato colpito alla testa da un predellino sporgente del convoglio al passaggio del treno regionale. Per disposizione dei suoi dirigenti sarebbe stato mandato lì, cioè in un’area senza misure di sicurezza. Doveva finire un lavoro, cominciato la sera prima, entro il fine settimana successivo (il giorno dell’incidente era un mercoledì) per rispettare i tempi di consegna previsti.

In teoria per eseguire il lavoro all’esterno del cantiere sarebbe stato necessario mettersi d’accordo con le ferrovie per piazzare sentinelle lungo la linea, oppure delimitare con recinzioni anche quel tratto e sospendere il traffico ferroviario. Entrambe le soluzioni avrebbero allungato i tempi in vista della scadenza. Insieme a Mormile c’era anche un collega che ha cercato di avvisarlo dell’arrivo del treno. Ora le indagini proseguono cercando di capire la catena dei subappalti e meglio precisare la posizione delle ferrovie.