Infermiera cade in monopattino, nessun risarcimento. Per l’Inail “non è un mezzo di trasporto”

Pubblicato il 5 Settembre 2018 20:44 | Ultimo aggiornamento: 5 Settembre 2018 20:44
Monopattino

Infermiera cade in monopattino, l’Inail non la risarcisce (foto Ansa)

MILANO – Cade dal monopattino mentre va a lavoro. Chiede il risarcimento all’Inail ma l’ente glielo nega spiegando che il monopattino non rientra tra i mezzi di trasporto omologati dal Codice della strada. Accade a Milano ad un’infermiera di 50 anni. La donna si è vista negare il risarcimento.

La vicenda, riporta alla luce un problema tutto italiano: l’apparato burocratico e normativo del Paese non è al passo con i tempi. Il monopattino è infatti ormai diffuso in molte città italiane nelle varianti motorizzate e non. Molte amministrazioni cittadine, si apprestano fra l’altro a lanciare bandi per incentivare la condivisione proprio di questi mezzi ed alcuni simili come segway, hoverboard, skateboard e monoruote.

A questa mobilità sono interessate anche diverse startup. Su tutte la Lime che da giugno scorso è sbarcata a Zurigo e Parigi con bici e monopattini elettrici a noleggio. La società californiana conta un milione di utenti in 60 città statunitensi. I monopattini di Lime, corredati da un casco, sono utilizzabili solo da maggiorenni muniti di patente. Hanno 32 chilometri di autonomia e una velocità massima di 24 chilometri all’ora. Stessa velocità per le bici, che però offrono un’autonomia di 80 chilometri e non richiedono la patente di guida. La startup intende espandersi in altre città europee entro l’anno.