Infermieri, pensioni a rischio: ma la Cassa compra palazzi a Roma

Pubblicato il 21 Dicembre 2011 11:11 | Ultimo aggiornamento: 21 Dicembre 2011 11:30

ROMA – La cassa degli infermieri “spreca” i soldi mentre i suoi iscritti rischiano la pensione? Secondo Libero (in un articolo a firma di Cristiana Lodi), l’Enpapi (ente previdenziale degli infermieri) avrebbe investito soldi per comprare un palazzo in via Farnese, a Roma: peccato che, sottolinea l’articolo, l’abbia pagato 4 milioni di euro in più rispetto a quanto era stata pagata poche ore prima.

Ecco la vicenda narrata da Lodi: “Tutto comincia nel 2008, quando Enpapi ovvero l’ente di previdenza e assistenza della professione infermieristica, decide (dopo una riunione del consiglio di amministrazione) di comprare un sontuoso palazzo in via Farnese, 3 (elegante quartiere Prati) a Roma, dove insediare uffici e sede dell’istituto stesso. Un affare che ha instillato il sospetto in alcuni infermieri, adesso in attesa di chiarire la «nebulosa operazione di acquisto della prestigiosa sede di via Farnese, rilevata da un’agenzia immobiliare al costo di 16 milioni il 29 aprile 2009 e rivenduta lo stesso giorno, praticamente in contemporanea, a Enpapi per venti milioni»”.

Ma la faccenda, continua Lodi, si rivelò “un grattacapo per il presidente Mario Schiavon che ha gestito l’affare: a questi, infatti, i suoi iscritti chiedono di dare conto dell’operazione anche attraverso un’interro – gazione che la Lega Nord ha presentato al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Il presunto intrigo parte da lontano: nel 2008 quando l’immobiliare con sede in via del Corso a Roma, propone e ottiene di vendere il palazzo per la cifra di venti milioni. Un fabbricato di quattro piani, più seminterrato e una piccola torre”.

La vicenda è stata tirata fuori da un deputato leghista, Massimiliano Fedriga, che ha presentato un’interrogazione parlamentare. Quel che fino a questo momento si evince dalle carte, spiega Losi, “cioè dal contratto di compravendita stilato davanti a un notaio romano (in via del Corso 226) l’aprile di quasi tre anni fa, è che l’operazione viene gestita dal presidente di Enpapi Mario Schiavon (intervenuto in qualità di presidente del consiglio di amministrazione dell’ente) e da un libico, presidente del cda della immobiliare che ha contestualmente acquistato il fabbricato per sedici milioni. Lo stesso fabbricato viene ceduto a Enpapi e così pagato, «unitamente all’Iva per euro 4 milioni, mediante 24 assegni della Banca Popolare di Sondrio (da 500mila euro ciascuno) per un totale di 12 milioni emessi il 29 aprile 2009; 120 assegni della Banca popolare di Verona (da euro 100 mila cadauno) per un totale di 12 milioni, emessi in data 29 aprile 2009 all’ordine della immobiliare in oggetto»”.

La Lega, conclude allora Lodi, “chiede a questo punto di vigilare sulla gestione dei versamenti dei contributi pensionistici degli infermieri e di valutare l’opportu – nità di nominare un nuovo vertice di Enpapi. Si fa notare anche che da una relazione della Corte dei conti dell’apri – le 2011, le spese contributive degli iscritti all’ente, sono aumentate del 14% passando da 912mila euro a oltre un milione”.