INGV: oltre 47.600 terremoti dal 24 agosto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 gennaio 2017 12:43 | Ultimo aggiornamento: 20 gennaio 2017 12:43
INGV: oltre 47.600 terremoti dal 24 agosto (foto Ansa)

INGV: oltre 47.600 terremoti dal 24 agosto (foto Ansa)

ROMA – Sono state 47.600 le scosse nel centro Italia dal 24 agosto, quando un terremoto di magnitudo 6 colpì Amatrice provocando più di 300 morti.

Dal 18 gennaio, come riferisce l’INGV, la sequenza è molto attiva tra le province dell’Aquila (Montereale, Pizzoli, Capitignano, Campotosto, Cagnano Amiterno) e Rieti (Amatrice): in questa zona l’INGV ha localizzato a oggi complessivamente quasi 600 eventi sismici di magnitudo maggiore o uguale di 2: salgono a circa 70 i terremoti di magnitudo compresa tra 3 e 4 rispetto a ieri mentre rimangono invariati i 7 eventi di magnitudo compresa tra 4 e 5 e i 4 di magnitudo maggiore o uguale a 5.

Cosa dobbiamo aspettarci dopo le ultime scosse di terremoto che hanno colpito la zona del centro Italia mercoledì 18 gennaio? Una risposta ha provato a darla Mario Tozzi, geologo e tra i massimi esperti in Italia, che interpellato dal Corriere Adriatico, spiega:

“In Italia dobbiamo aspettaci altri eventi di questo tipo, altri terremoti. L’energia caricata in quei luoghi era talmente alta che ancora non si è esaurita. Questa situazione – prosegue – non ci preoccupa molto, anche perché la magnitudo è abbastanza bassa”.

E ancora:

“Se in Italia ci fossero state più costruzioni anti-sismiche, la nostra preoccupazione sarebbe stata ancora minore. Non possiamo prevedere se ci sarà una scossa più forte, ma non possiamo neanche escluderla. Non sappiamo nulla, dato che è iniziato un nuovo sciame sismico”.

Parole poco rassicuranti quelle di Mario Tozzi, che prosegue focalizzandosi sulle evacuazioni avvenute a Roma:

“Bisognerebbe sapere tutto degli edifici – sottolinea -, specialmente di quelli pubblici: dove appoggiano e di quali materiali sono fatti. Se non vengono rispettati alcuni parametri durante la costruzione, allora bisogna avere paura di quegli edifici non solo quando c’è un terremoto, ma nella quotidianità”.