Innocent Oseghale, lo spaccio e le scommesse sui cani: “Era gentile e educato”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 febbraio 2018 13:07 | Ultimo aggiornamento: 20 febbraio 2018 13:07
Innocent Oseghale (foto Ansa)

Innocent Oseghale (foto Ansa)

MACERATA – Innocent Oseghale, a cui avevano tolto la potestà genitoriale, si lamentava di non poter vivere con la sua compagna e con sua figlia. Poi, secondo quanto ricostruito dagli investigatori e scritto da La Verità (ripreso da Dagospia), gli incassi dallo spaccio li spendeva sulle corse dei levrieri e sulle partite di calcio virtuali. Fabio Amendolare de La Verità ricostruisce la vita di Innocent Oseghale, uno dei tre nigeriani fermati per l’omicidio di Pamela Mastropietro.

Lo vedevano spesso nel centro scommesse. “Me lo ricordo”, dice alla Verità una delle commesse. E aggiunge: “Veniva qui e giocava soprattutto sulle partite di calcio virtuali”. “Quando a Oseghale capitava di vincere, i connazionali gli chiedevano qualche soldo per poter scommettere anche loro, e lui raramente diceva di no” scrive il Resto del Carlino.

Il giorno dell’ omicidio, il 29 gennaio, invece, Innocent non ha messo piede nella sala scommesse. Così come nei due giorni successivi.

I carabinieri, ricostruisce ancora il Resto del Carlino, hanno sentito qualche altro frequentatore della sala scommesse. E si è capito che Innocent Oseghale spesso scommetteva anche per terzi. Anche per uno degli altri fermati, Desmond. “Innocent era molto educato” dice la commessa.

Lo descrive così anche la compagna Michela P., che al settimanale Giallo aveva raccontato di quando i sue si erano conosciuti: “Ero su una panchina nel centro di Macerata. Stavo bevendo una birra da sola, quando si è avvicinato. Mi ha chiesto come mi chiamavo, poi mi ha detto: ‘Perché bevi da sola? Ti dispiace se bevo qui con te?’. Sono rimasta colpita dalla sua gentilezza. È stato molto carino e in poco tempo mi sono innamorata di lui”.

Con la stessa gentilezza, scrive Amendolare,

E, con molta probabilità, con lo stessa gentilezza “ha agganciato Pamela appena arrivata alla stazione. L’ha accompagnata, stando alla ricostruzione dei carabinieri, dalle parti dello stadio, dove ad attenderli c’era Desmond con 30 euro di eroina. Poi l’ha portata a casa sua e, da ragazzo dai modi gentili, stando all’ accusa, si è trasformato in un mostro che, insieme con gli altri del branco, avrebbe abusato della povera Pamela prima di ucciderla, farla a pezzi e infilarla nei due trolley”.