Inps risponde al contribuente: ma dopo “appena” 30 anni…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Marzo 2015 1:44 | Ultimo aggiornamento: 3 Marzo 2015 1:44
Inps risponde al contribuente: ma dopo "appena" 30 anni...

Inps risponde al contribuente: ma dopo “appena” 30 anni…

ROMA – Un contribuente ha dovuto attendere 30 anni per avere una risposta dall’Inps. Oltre al ritardo anche la beffa: per sbloccare i contributi maturati ha dovuto pagare un balzello di 90 euro.

Fabio Franchini su Il Giornale spiega che l’istituto previdenziale ha accolto solo nel 2015 una domanda presentata negli anni Ottanta da un contribuente:

“Come racconta La Nazione, la vergognosa odissea burocratica ha inizio il 5 gennaio 1984 quando lo spezzino R.T – oggi pensionato 64enne – spedì la lettera all’Inps per completarle le pratiche necessarie a vedersi riscattati i contributi accumulati in tre mesi di lavoro – dall’uno gennaio al trentuno marzo 1974 – presso una ditta locale.

Oggi, a distanza di 31 anni, gli è arrivata la risposta. Per questa volta, il “meglio tardi che mai” lascia il tempo che trova. Una presa in giro vera e propria, anche perché c’è la beffa: il signore dovrebbe infatti pagare 90 euro e spicci per sbloccare il riscatto, che si tradurrebbe nella pratica in un aumento di circa 10 euro in più al mese”.

Così per appena 10 euro in più di pensione al mese, il contribuente dovrà pagare 90 euro, spiega la moglie decisamente contrariata dalla situazione:

“Chi ce lo fa fare? Per una cifra così irrisoria, è più l’ammattimento cui andremmo incontro per fare le pratiche, che l’irrisorio beneficio economico. Perciò ci siamo rivolti alla stampa, per puntare il dito contro le lungaggini burocratiche che da sempre condizionano il nostro Paese. Una risposta di un ente pubblico non può arrivare dopo un’era geologica. Una persona fa in tempo a morire”.