Intercettazioni Ilva, l’ex responsabile: “Dobbiamo vendere fumo”

Pubblicato il 15 agosto 2012 12:40 | Ultimo aggiornamento: 15 agosto 2012 12:41

Bruno Ferrante (LaPresse)

TARANTO – “Vendere fumo” e fare un comunicato in cui si dice che “tutto va bene”. Nell’inchiesta  sull’Ilva arrivano le prime intercettazioni telefoniche, riportate da Repubblica e Corriere della Sera. Intercettazioni che, secondo le accuse, testimonierebbero una serie di operazioni spregiudicate e tentativi di condizionamento.

Al centro di alcune delle intercettazioni che l’accusa giudica  più rilevanti c’è Girolamo Archinà, ex responsabile delle relazioni esterne dell’Ilva licenziato da Bruno Ferrante da pochi giorni. Archinà, in una delle conversazioni,  parla con Lorenzo Liberti, il  consulente tecnico dei magistrati che, riporta il Corriere della Sera, secondo la Procura avrebbe ricevuto da Archinà diecimila euro per favorire il gruppo siderurgico.

E’ il 15 luglio 2010 quando Archinà ed Fabio Riva incontrano il governatore pugliese Nichi Vendola. Riporta il Corriere della Sera che  Riva parla con suo figlio Emilio e gli dice che l’incontro è andato bene:

«Emilio suggerisce di fare un comunicato fuorviante» annotano i finanzieri: «Si dice… si vende fumo, non so come dire! Sì, l’Ilva collabora con la Regione, tutto bene…». In una chiamata del 31 marzo 2010 Archinà parla di Liberti con Fabio Riva: «Io ritengo che sia oramai… sta in linea con quelle che sono le nostre esigenze». Liberti aspetta dall’Arpa (Agenzia regionale protezione e ambiente) alcuni dati sui rilevamenti della diossina. «E diamoglieli noi, dai!» dice Fabio Riva. E Archinà: «In modo che io potrei lavorargli… a dire… sulla quantità piuttosto che sul profilo». «Darglieli in anteprima – traducono i finanzieri – significa che così Archinà potrà iniziare a lavorare sul Liberti affinché (…) attesti che comunque le emissioni di diossina prodotte dal siderurgico siano in quantitativi notevolmente inferiori a quelli accertati all’esterno».

Sempre Archinà, riporta il Corriere, in un’altra telefonata aggiunge:

Mi sto stufando… io so’ stato accusato di mantenere tutto sotto coperta, però nulla è mai successo… quando abbiamo sposato la linea che sicuramente è più corretta, della trasparenza… La situazione è complicata e se non si ha l’umiltà di dire ritorniamo tutti a nascondere tutto..”