Intercettazioni. Uno “sbirro” l’informatore della ‘ndrangheta, Ficara lo conferma a Pelle

Pubblicato il 13 luglio 2010 17:21 | Ultimo aggiornamento: 13 luglio 2010 18:00

”L’amico nostro… veramente è uno sbirro, quello che ci aiuta a noi, però ci aiuta e no…”. A parlare, in una conversazione intercettata dagli investigatori e riportata nelle carte dell’inchiesta contro la ‘ndrangheta, è  Giovanni Ficara, ritenuto un boss della zona sud di Reggio Calabria. Il suo interlocutore è Giuseppe Pelle, uno dei capi del mandamento della jonica. Lo ‘sbirro’ è l’uomo che, secondo gli inquirenti, forniva le informazioni sulle indagini in corso.

Nel corso di un incontro avvenuto il 13 marzo 2010, Ficara racconta a Pelle di aver rinvenuto una microspia ed un rilevatore satellitare all’interno di una Fiat 500, che solitamente utilizzava nel territorio di Milano. La scoperta era avvenuta durante l’installazione di uno stereo sull’autovettura che, nel frattempo, era stata portata a Reggio Calabria.

Disinstallato l’apparato di intercettazione, Ficara riferisce a Pelle di averlo consegnato a un ”loro amico”, indicato come lo ”sbirro”. A quest’ultimo Ficara aveva chiesto di fornirgli informazioni in merito alla data o al periodo di installazione della microspia. E lui, riferisce Ficara, ”ha guardato, ha fatto, ha detto: ‘ritornate stasera’, dice che l’hanno messa a maggio del duemilaotto; prima che ammazzano a compare Nunzio”, ossia Nunzio Novella, più volte arrestato per per associazione di tipo mafioso, assassinato a San Vittore Olona (Milano), nel luglio 2008.