Invalida chiede aumento assegno: le danno 76 cent in più…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Novembre 2015 10:58 | Ultimo aggiornamento: 12 Novembre 2015 10:58
Invalida chiede aumento assegno: le danno 76 cent in più...

Invalida chiede aumento assegno: le danno 76 cent in più…

PAVIA – Ha 58 anni, vive nelle case comunali, è invalida all’80% e lotta da sola contro un tumore. Una donna di Pavia aveva chiesto aiuto all’Inps, che le ha concesso un adeguamento del suo assegno di invalidità. Un aumento che appare una beffa però: alla donna sono stati riconosciuti 76 centesimi in più sull’assegno da 298,24 euro che percepisce. La donna aveva chiesto un adeguamento al reddito, ma percependo già l’assegno di invalidità non può averlo e dovrà attendere i 65 anni, spiega il Caf Fapi che segue le sue pratiche, per ricevere la pensione minima sociale di 500 euro.

Stefania Prato sulla Provincia Pavese scrive che la donna è disperata e non sa come arrivare a fine mese:

“«Sono disperata, non so come fare», si sfoga, mentre mostra la risposta dell’Inps alla sua richiesta di adeguamento. Dallo scorso gennaio, l’assegno è passato da 289,24 a 290 euro. Ad avanzare la domanda all’ente previdenziale, per conto della signora, è stato il Caf Fapi, il Centro di assistenza fiscale, Federazione artigiani pensionati delle piccole e medie imprese, che a Pavia ha sede in via della Rocchetta. Si era rivolta a loro la donna, malata di cancro, sottoposta ad otto interventi chirurgici, di cui quattro di ricostruzione, che purtroppo non sono riusciti ad arrestare il tumore. Ma che soffre anche di artrite deformante che non risponde più ai farmaci. Le è stata riconosciuta un’invalida all’80%.

«Le condizioni di salute che non le consentono di lavorare, per questo aveva anche presentato richiesta di inabilità al lavoro, ma non abbiamo ancora ricevuto risposta – spiega Franco Lupica, responsabile provinciale del Caf Fapi -. Ci troviamo di fronte ad una situazione disperata che purtroppo si scontra con la normativa vigente che non prevede adeguamenti al reddito, nonostante la donna non sia in grado di lavorare. Il Caf nazionale si sta attivando per individuare la possibilità di ottenere altre forme di miglioramento economico»”.