Invalsi 2013, gli ammutinati del test: classe lo rifiuta, sospesa in blocco

Pubblicato il 23 maggio 2013 8:21 | Ultimo aggiornamento: 23 maggio 2013 8:22
Invalsi 2013, gli ammutinati del test: classe lo rifiuta, sospesa in blocco

Invalsi 2013, gli ammutinati del test: classe lo rifiuta, sospesa in blocco

ROMA – Invalsi, gli ammutinati del test: classe lo rifiuta, sospesa in blocco. La notizia dei primi ammutinati del’Invalsi, una classe di una scuola romana che in blocco ha rifiutato il test ed in blocco è stata sospesa 2 giorni con obbligo di frequenza, segna un salto di qualità nella resistenza ai metodi di valutazione scolastica introdotti dal ministero.

“Boikot Invalsi 2013” è già un movimento d’opinione che raccoglie lo scontento di maestri e insegnanti, studenti e genitori, organizzato soprattutto dai Cobas scuola  e tollerato dalla Cgil.

Come nella migliore tradizione delle manifestazioni sindacali, i Cobas annunciano una partecipazione alla protesta del 20% delle maestre in sciopero per i test alle elementari, la “Questura” del Miur minimizza il dato. Un comunicato della Rete Scuole segnala l’inasprirsi della contesa.

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Oggi(16 maggio ndr.), presso l’istituto Sisto V di Roma, gli studenti e le studentesse della classe II SCA hanno boicottato i test Invalsi, consegnandoli in bianco. In seguito al loro rifiuto di compilare la prova, gli insegnanti e il vicepreside hanno deciso di punire gli studenti e le studentesse con due giorni di sospensione con obbligo di frequenza. Riteniamo illegittimo il provvedimento messo in atto, in quanto esso lede gravemente i diritti degli studenti, , garantiti dallo Statuto delle Studentesse e degli Studenti della Scuola Secondaria DPR 24 giugno 1998, n. 249 all’art.1 e 4

Una settimana dopo è il leader dei Cobas Bernocchi a mettere le bandierine dell’avanzata anti-quiz e denunciare la reazione scomposta, a suo giudizio, delle autorità scolastiche. “Il successo della tre giorni di scioperi contro la scuola-quiz e gli indovinelli Invalsi ha provocato una meschina e illegale reazione repressiva da parte di molti invalsiani, presidi e docenti”.

“La burocrazia centrale dell’Invalsi ha cercato di minimizzare i risultati della protesta fornendo dati fasulli rilanciati dal Miur e riferiti alle classi-campione, che costituiscono solo il 5% del totale. Ma le decine di migliaia di docenti ed ata in sciopero, l’esteso boicottaggio degli studenti alle superiori e dei genitori alle elementari e medie, e le molte migliaia di classi che hanno rifiutato l’umiliante pratica ‘quizzarola’, hanno ingigantito l’attenzione dei mass media e il dibattito culturale nel paese fino ad insinuare dubbi consistenti anche nella nuova compagine ministeriale, a partire dalla ministra Carrozza e dal sottosegretario Rossi Doria” (Piero Bernocchi, portavoce Cobas).