Invalsi alle elementari, polemiche su domanda: “Avrai soldi e un buon lavoro?”

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 maggio 2018 22:22 | Ultimo aggiornamento: 11 maggio 2018 22:22
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Invalsi alle elementari, polemiche su domanda: “Avrai soldi e un buon lavoro?”

ROMA  – Con la prova di matematica, si sono concluse oggi le rilevazioni Invalsi nelle classi II e V della scuola elementare. Sono stati, rispettivamente, 540.909 nelle seconde e 561.775 nelle quinte [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui, Ladyblitz – Apps on Google Play] i bambini interessati e complessivamente – tra classi campione e non campione – hanno partecipato alle prove il 97,78% nelle classi II e il 97,57% nelle classi V.

Il grado di partecipazione a tutte le prove, anche nei giorni scorsi (italiano, matematica e, per le quinte, inglese), è stato tale da garantire ampiamente all’Istituto per la valutazione del sistema educativo la significatività della rilevazione. Tuttavia in molte classi delle scuole elementari di varie località della Sardegna – Cagliari, Sestu, Quartu, Budoni, Arzana e altri centri – i test non si sono svolti per effetto dello sciopero-boicottaggio promosso da Cobas in tutta l’isola.

La giornata di protesta ha visto anche lo svolgimento di un sit in davanti al Consiglio regionale con bandiere e striscioni. Molte polemiche ha poi suscitato un questionario allegato alla prova Invalsi di italiano ai bambini sia delle II che delle V classi elementari che riguardava le aspettative di realizzazione personale degli alunni e poneva questo quesito: “Pensando al tuo futuro, quanto pensi che siano vere queste frasi?”. Cinque le possibili risposte: A) Raggiungerò il titolo di studio che voglio. B) Avrò sempre abbastanza soldi per vivere C) Nella vita riuscirò a fare ciò che desidero. D) Riuscirò a comprare le cose che voglio. E) Troverò un buon lavoro”.Alle domande era abbinata una scala che andava da “per niente” a “totalmente”.

Che senso hanno queste domande poste a bambini che hanno tra i 6 e i 10 anni?”, si sono chiesti numerosi genitori sui social. “Ma davvero è tutto normale? Sicuri?” si è chiesto qualcuno. “Quando la scuola toglie la possibilità di sognare in grande..”, ha commentato un altro. Critici anche gli insegnanti: alcuni sui social hanno definito senza mezzi termini “aberranti queste domande”, altri hanno chiesto esplicitamente di abolire i test Invalsi e ripristinare l’esame di quinta elementare, proposta che ha trovato molti consensi, almeno sui social network.

“Che le prove standardizzate fossero un errore è questione ormai chiara. Se ne sono accorti anche negli States che li hanno adottati da anni, proposti al mondo intero e ora stanno tornando indietro. Ma che potessero influenzare anche i valori di riferimento, legarli al mercato e alle logiche di consumo appare inaccettabile”, ha commentato il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi.

Per Turi “si tratta di una invasione nelle scelte didattiche delle singole scuole e dei singoli docenti che hanno la responsabilità di educare le future generazioni. Siamo preoccupati in quanto si tratta di sovrapporre i valori del “basta volere per avere” che il più delle volte, contrastano con i piani educativi della scuola che cerca di trasferire ben altri valori, come la solidarietà, l’integrazione, il collettivo, la libertà, la giustizia sociale. E’ un modo di procedere che ci vede fortemente contrari. Il calo di autorevolezza del peso degli insegnati e della scuola appare frutto anche di scelte come queste”.

 

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