Invasione di pavoni a Punta Marina (Ravenna): danneggiati tetti e auto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Ottobre 2020 9:34 | Ultimo aggiornamento: 14 Ottobre 2020 9:35
Invasione di pavoni a Punta Marina (Ravenna): danneggiati tetti e auto

Invasione di pavoni a Punta Marina (Ravenna): danneggiati tetti e auto (Foto archivio Ansa)

Da giorni ormai la località balneare di Punta Marina, vicino Ravenna, deve fare i conti con una invasione di pavoni che stanno creando non pochi problemi ai cittadini.

Non siamo ai livelli del film “Uccelli” di Alfred Hitchcock, ma a Punta Marina un’invasione di pavoni che dura da giorni comincia a preoccupare. Non tanto per la salute dei cittadini, quando per i disagi che i grossi pennuti continuano a creare. 

Per quanto bello e per quanto innocuo possa sembrare, in realtà un pavone arriva a pesare 15-20 volte in più di un normalissimo piccione. Quindi quando salgono sui tettucci delle macchine riescono ad abbozzarli, ed è proprio quello che stanno facendo.

Questi animali, come racconta l’edizione locale del Resto del Carlino, si sono diffusi da qualche anno e si stanno riproducendo a grande velocità. Tanto che si stima una colonia di una trentina di coloratissimi esemplari, che girano indisturbati fra le case e sul lungomare alla ricerca di cibo. Ma che provocano anche danni ai tetti e alle coperture delle case, senza contare il fatto che alle cinque della mattina svegliano i residenti con i loro richiami.

Come occuparsi dei pavoni?

L’assessore ai diritti degli animali del Comune di Ravenna Gianandrea Baroncini ha detto che il Comune, insieme ai carabinieri forestali, se ne sta occupando. La soluzione ipotizzata è quella di catturarli e trasferirli in agriturismi o fattorie didattiche della zona.

“Si sistemano sui cofani e li bozzano – dice ancora l’assessore all’ambiente, verde pubblico e diritti degli animali Gianandrea Baroncini – e poi quando si vedono riflessi attaccano a colpi di becco, rovinando la carrozzeria. Qualche mamma apprensiva ci ha anche riferito che si sono avvicinati in maniera spavalda a bambini che avevano la merenda”. (Fonti Ansa e Il Resto del Carlino).