Io Apro. L’oste super ribelle: entrate e fate come questi non ci fossero. Questi erano i poliziotti

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 18 Gennaio 2021 10:17 | Ultimo aggiornamento: 18 Gennaio 2021 10:17
Ribelli della cena in mucchio senza mascherine. Davvero credibili nel ristorante Covid free

Ribelli della cena in mucchio senza mascherine. Davvero credibili nel ristorante Covid free (Foto archivio Ansa)

Io Apro, cioè uno, dieci, cento ristoranti e pub che venerdì sera erano aperti contro e fuori legge. Pochi ma non pochissimi. Luoghi dove osservare dal vivo non tanto e non solo il ribellismo sostanzialmente impunito e impunibile nonostante si eserciti in flagranza. Luoghi dove osservare dal vivo la insostenibile vacuità dei divieti se questi sono troppi, non vigilati e solo dichiarati.

Il pub di Bologna

Ci sono video a volontà delle performance del proprietario gestore di quel pub di Bologna. Eccolo all’ingresso del suo locale, porta chiusa a chiave. Ma ogni tanto lui esce. “Quanti siete? Otto! Bene, ora vi faccio entrare. Fate come se questi non ci fossero”. Questi soni i poliziotti sul marciapiedi antistante il locale. Quindi l’aggiunta: “Questi sono la feccia della società”. Feccia i giornalisti e, già che c’è, anche gli uomini in divisa. Feccia è chiunque e qualunque cosa voglia dettargli regole sanitarie per una malattia contagiosa che, secondo grida e risa nel pub, “ovviamente non esiste”.

Il ristorante di Milano, quello di Roma: tutti Io Apro

Sempre venerdì sera, Io Apro anche in un ristorante di Milano: dentro ai tavoli sono in 90. Tutti senza mascherina, proprietaria euforica, musica, cibo e balli. “La pandemia ci ha rotto i c…”. Tutti applaudono. “La mascherina ci ha rotto i c…”. Quasi ovazione. Anche in estate c’erano eccome quelli che “Covid ha stufato”, 50 mila morti fa. Ristorante Roma: brindisi al “coraggio degli eroi”. Gli eroi sono quelli che hanno aperto il ristorante che per legge doveva restare chiuso.

Io Apro, attentato alla salute pubblica

Uno, dieci, cento ristoranti…secondo disposizioni sanitarie il loro restare aperti, il loro ammassare e avvicinare clienti è attentato alla pubblica salute. Ma nessuno di questi locali si vedrà ritirata la licenza di esercizio. Pagheranno una multa di 400 euro. Un ristoratore: “Ne ho avute nove, le considero spese di marketing”. Quattrocento euro non reggono il confronto con 40 coperti, il ristoratore ha fatto i suoi conti.

Nei ristoranti ribelli, dieci o cento o quanti siano stati, si è visto venerdì sera che del molto vietato quasi tutto in qualche modo si fa. 

Stamane che colore è?

Alzi la mano chi stamane ha cominciato la giornata domandandosi di che colore sanitario sia la sua Regione. Nessuna o quasi mano alzata per l’ottimo motivo che nessuno o quasi regola i suoi comportamenti reali e quotidiani sul colore sanitario. Stamane a Roma c’era traffico da lunedì bianco. Lazio arancione, cioè? Il divieto di mobilità tra Regioni è tassativo quanto teorico, nessuno lo vigila, nessuno, se gli serve o gli va, evita di andare da una Regione all’altra.

Il divieto di andare in casa altrui più di una volta al giorno e di andarci in più di due è pacificamente e totalmente inosservato. Il divieto di consumare fuori dai bar è travolto dalla pratica comune e serena di consumare fuori dai bar. Il divieto di stare a meno di un metro di distanza è nei negozi un cartello appeso in vetrina, un cartello e nulla più.

Inflazione di divieti

Troppi divieti, o almeno troppi rispetto alla capacità, possibilità materiale di farli rispettare. Antico e pessimo vizio quello dell’emanare editti impraticabili che poi neanche si tenta di applicare. Pessimo e nocivo vizio perché crea un indistinto di non si può in cui si perde, si nasconde, si acquatta e si camuffa ciò che si potrebbe/dovrebbe realmente vietare. Divieto senza controllo, o meglio divieto con controllo impotente di sanzione è la vera norma vigente nella vita reale.

Incassando così il doppio danno del lamento e scontento sociale (con corredo di vittimismo violento) per un lockdown che non c’è, senza i vantaggi sanitari del lockdown vero. Ad esempio e appunto: Io Apro, tanto nessuno mi chiude davvero. Come quasi sempre nell’endemico ribellismo in Italia, la rivoluzione, la rivolta, ma col permesso dei Carabinieri.