“Io, nuda legata nel bagagliaio”: Gabriela, torturata dal killer Lodi

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 ottobre 2013 11:46 | Ultimo aggiornamento: 3 ottobre 2013 11:46
Nuda legata nel bagagliaio. Gabriela torturata da killer Lodi, Andrea Pizzocolo

Nuda legata nel bagagliaio. Gabriela torturata da killer Lodi, Andrea Pizzocolo

MILANO – Gabriela, nuda e legata nel bagagliaio dell’auto di Andrea Pizzocolo, ha rischiato di finire a pezzi come la sua connazionale Lavinia. Quando ha raccontato la sua storia agli inquirenti, la somiglianza con un altro caso, l’omicidio di Lavinia Simona Ailoaiei, la romena di 18 anni trovata strangolata e nuda in un campo non lontano da Arese (Milano), era sorprendente. Il killer di Lodi, il 41enne Andrea Pizzocolo, aveva già aggredito, con modalità impressionantemente simili, un’altra ragazza.

Gabriela, anche lei romena, di 20 anni, però è riuscita a salvarsi. Le aveva detto di chiamarsi Giorgio, l’aveva avvicinata mentre si prostituiva in viale Certosa, a Milano. Si erano scambiati i numeri di telefono e poi lui l’aveva ricontattata. “Giorgio” l’aveva portata in un motel. Qui, dopo averle offerto una coca cola che forse conteneva della droga, le aveva proposto di guardare insieme un film porno. Al suo rifiuto l’aveva immobilizzata, legata con le fascette e il nastro nero da bondage, proprio come Lavinia. Poi l’aveva picchiata, caricata in auto e avvolta in un lenzuolo. Gabriela è rimasta per ore in balia di Pizzocolo che ad ogni suo rantolo disperato fermava l’auto per picchiarla ancora e ancora, fino a quando non è riuscita a liberarsi e a fuggire via, in un campo poco distante da quello in cui è stato trovato il corpo di Lavinia.

Oltre che di sequestro di persona Pizzocolo dovrà rispondere anche di rapina aggravata per essersi impossessato del cellulare della giovane donna. È anche accusato di lesioni, per le quali però non è prevista la custodia cautelare.

Non gli si può affibbiare l’etichetta di serial killer, ma quel che è certo è che il ragioniere di Arese, sposato e padre di una bimba di 5 anni, prima di uccidere Lavinia aveva già torturato un’altra ragazza. E chissà quanto è lunga ancora la lista delle sue vittime.

In una conferenza stampa in Questura a Lodi, il capo della Squadra Mobile Alessandro Battista lo ha lasciato intendere: “Nei prossimi giorni ci attiveremo per sentire altre dieci donne che siamo riusciti a identificare come persone che hanno avuto a che fare per incontri a luci rosse con Pizzocolo”.

Quegli incontri sono documentati dai filmini ritrovati nell’auto di Pizzocolo: prima le scene di sesso, estremo, poi le sevizie, le torture, ecc. Immagini raccapriccianti che però non sono ancora sufficienti a identificare un assassino seriale. Il procuratore di Lodi, Vincenzo Russo, lo ha specificato, di serial killer non ha mai parlato, anche se, da parte degli inquirenti lodigiani, si sente “il dovere di indagare per verificare se vi siano state altre vittime”.