Ior, 40 anni senza autorizzazione: l’accusa dei pm di Roma

di redazione Blitz
Pubblicato il 4 Novembre 2015 17:55 | Ultimo aggiornamento: 4 Novembre 2015 17:55
Ior, 40 anni senza autorizzazione: l'accusa dei pm di Roma

Ior, 40 anni senza autorizzazione: l’accusa dei pm di Roma

ROMA – Per 40 anni, cioè fino al 2011, lo Ior, la banca vaticana, ha operato in Italia senza essere autorizzata. E’ quanto sostiene la procura di Roma che si appresta a notificare avvisi di chiusura indagine all’ex direttore generale Paolo Cipriani ed al suo vice Massimo Tulli. Entrambi rischiano ora di finire sotto processo. Abusiva attività di raccolta del risparmio, abusiva attività bancaria e abusiva attività finanziaria sono le violazioni contestate agli indagati. Per i predecessori di Cipriani e Tulli i fatti sono prescritti.

Dagli accertamenti sarebbe emerso che l’Istituto per le opere di religione avrebbe svolto attività di banca, fino a quando Bankitalia ha imposto agli istituti di credito di considerarlo alla stregua di una banca extracomunitaria (2011), senza alcuna autorizzazione da parte di palazzo Koch. Lo Ior, secondo la procura, avrebbe agito attraverso conti aperti in 11 istituti di credito. Dopo il diktat di Bankitalia, lo Ior trasferì gran parte delle proprie attività finanziarie in Germania.

La notizia giunge negli stessi giorni in cui il Vaticano cerca di scrollarsi di dosso il nuovo scandalo di Vatileaks 2 che ha portato all’arresto di monsignor Vallejo Balda e della ex collaboratrice laica Francesca Immacolata Chaouqui. E’ notizia fresca, sempre di oggi mercoledì 4 novembre, di una nuova inchiesta vaticana, che nulla ha a che vedere con la fuga di notizie ma che va in direzione della nuova azione di trasparenza finanziaria della Santa Sede. A finire nel mirino dell’Ufficio Promotore di Giustizia del Vaticano è Giampietro Nattino, presidente di Banca Finnat Euramerica Spa, per sospetto riciclaggio in operazioni di compravendita titoli e transazioni. Per questo la procura vaticana ha chiesto la collaborazione a Italia e Svizzera, tramite rogatorie. Non ci sono altri indagati.

Il nome di Nattino era emerso martedì in un rapporto di “investigatori del Vaticano”, pubblicato in esclusiva sul sito della Reuters, relativo ad “eventuale riciclaggio di denaro, insider trading e manipolazione del mercato” in cui sarebbe stata utilizzata l’Apsa, l’Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica che gestisce finanze ed immobili d’Oltretevere. Il rapporto, di 33 pagine, sospetta che l’Apsa sia stata utilizzata da persone estranee al Vaticano, con eventuale complicità di personale Apsa, in violazione dei propri regolamenti. In particolare gli investigatori vaticani avrebbero individuato un “portfolio” che sarebbe stato relativo a Nattino, il cui contenuto “oltre 2 milioni di euro” sarebbe stato trasferito in Svizzera poco prima che in Vaticano fossero introdotte le nuove leggi contro il riciclaggio.