Viminale: “Irreperibili 50 migranti della Diciotti”. La Caritas: “Non sono detenuti”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 settembre 2018 17:52 | Ultimo aggiornamento: 6 settembre 2018 8:19
diciotti migranti

Irreperibili 40 migranti della Diciotti, la Caritas: “Non vogliono restare in Italia”

ROMA – Cinquanta migranti, sbarcati dalla nave Diciotti e trasferiti nel centro di Rocca di Papa alle porte di Roma, si sono allontanati e risultano irreperibili. A fornire il dato, rivisto rispetto all’iniziale numero di 40, è il Viminale che per primo aveva dato la notizia dell’allontanamento dei migranti maggiorenni affidati alla Cei o al centro di Messina. Si tratterebbe di un dato ancora in aggiornamento.

“Più di 50 degli immigrati sbarcati dalla Diciotti erano così ‘bisognosi’ di avere protezione, vitto e alloggio, che hanno deciso di allontanarsi e sparire! Ma come, non li avevo sequestrati?”, ha commentato il ministro dell’Interno Matteo Salvini. “È l’ennesima conferma che non tutti quelli che arrivano in Italia sono ‘scheletrini che scappano dalla guerra e dalla fame’. Lavorerò ancora di più per cambiare leggi sbagliate e azzerare gli arrivi”.

In particolare, sei si sarebbero allontanati il primo giorno di trasferimento, cioè venerdì 31. A questi si aggiungono 2 eritrei destinati alla diocesi di Firenze che sono si sono allontanati il 2 settembre, altri 19 il cui allontanamento è stato riscontrato il 3 settembre, e 13 destinati a varie diocesi e spariti ieri. All’interno del gruppo, quattro si sono allontanati quando erano ancora a Messina.

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Sono tutti maggiorenni. Il Viminale precisa che sono in corso altre verifiche per accertare il numero esatto degli irreperibili e la loro nazionalità. Almeno in 6 provengono dalle Isole Comore. Le persone che si sono allontanate si erano limitate a “manifestare l’interesse per formalizzare la domanda d’asilo”. Tutte erano state identificate con rilievi fotodattiloscopici e inserite in un sistema digitale europeo. Il gruppo potrebbe essere più numeroso di quanto stimato.

“Ricordiamo che, per la legge, queste persone hanno libertà di movimento e quindi non sono sottoposte alla sorveglianza dello Stato”, dicono i sottosegretari agli Interni Stefano Candiani e Nicola Molteni. “Erano così disperate che hanno preferito rinunciare a vitto e alloggio garantiti per andare chissà dove. È L’ennesima prova che chi sbarca in italia non sempre scappa dalla fame e dalla guerra, nonostante le bugie della sinistra e di chi usa gli immigrati per fare business”.

“È allontanamento volontario, non fuga”, precisa il direttore di Caritas Italiana, don Francesco Soddu. “Si fugge da uno stato di detenzione e non è questo il caso, nessuno vuole rimanere in Italia, si sa”. Tra i casi quelli di due eritrei attesi a Bologna e quattro migranti che erano già arrivati a Frosinone. Per questi due episodi, sono state già informate le questure di Roma e Frosinone. Il direttore della Caritas conferma che si va però “ben oltre” questo numero.

“Queste persone – spiega Soddu – davanti ad una situazione di affidamento o prima o dopo avrebbero potuto scegliere di allontanarsi volontariamente” perché la struttura che li accoglie non ha il compito di trattenerli. I migranti che si sono resi irreperibili “potranno chiedere asilo ricominciando quella procedura che era stata avviata nelle nostre strutture, a partire dal centro di accoglienza straordinaria” Mondo Migliore.