Isis, fermati un marocchino e un siciliano: si addestravano per commettere attentati terroristici

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 Aprile 2019 8:37 | Ultimo aggiornamento: 17 Aprile 2019 9:02
Isis, fermati un marocchino e un siciliano: si addestravano per commettere attentati terroristici

Isis, fermati un marocchino e un siciliano: si addestravano per commettere attentati terroristici (Foto Facebook)

PALERMO – Un giovane italiano di 25 anni, Giuseppe Frittitta, di Palermo ma residente in Lombardia, è stato arrestato dalla Procura di Palermo con l’accusa di istigazione a commettere reati di terrorismo e autoaddestramento per commettere atti terroristici. Insieme a lui è finito in manette un marocchino di 18 anni, Ossama Gafhir, che vive a Novara.

Frittitta, convertito all’Islam, e Ghafir, fondamentalista islamico, progettavano di andare a combattere con l’esercito dell’Isis in Siria e Turchia. 

Secondo quanto emerso dalle indagini, i due si sarebbero conosciuti su internet. Il palermitano vive ora a Brescia dove fa l’autotrasportatore. Gli inquirenti hanno monitorato la sua intensa attività di propaganda sui social. In particolare Frittitta si faceva selfie, che poi postava online, con in mano un coltello che definiva “mio compare 26 centimetri”, si era fatto crescere una lunga barba nera e inneggiava alla vendetta dei combattenti dell’Isis morti in battaglia. Più volte, in rete e nelle conversazioni via web, invocava l’uccisione di “tutti gli occidentali”. 

Frittitta ha anche avuto per alcuni mesi rapporti, tramite il web, con una jihadista americana, che vive negli Stati Uniti, che gli forniva indicazioni riservate sulle zone teatro delle battaglie dell‘Isis. Gli inquirenti stanno cercando di identificarla. Nei giorni scorsi l’uomo, che si fa chiamare Yusuf, si è sposato a Brescia con una cittadina marocchina.

Secondo l’accusa i due si sarebbero addestrati per mesi per compiere atti terroristici e di sabotaggio preparandosi all’uso di armi e allenandosi per raggiungere una preparazione fisica e militare idonea a combattere a fianco dei miliziani dell‘Isis in Siria.

Secondo i pm, il palermitano e il marocchino acquisivano materiale video con istruzioni per la partecipazione ai combattimenti, studiavano di tecniche di guerriglia e scaricavano notizie sulle azioni kamikaze.

Sarebbe stato il giovane marocchino a spingere progressivamente Frittitta a forme estreme di radicalizzazione e a istigarlo ad addestrarsi per andare a combattere nei territori occupati dall’Isis a sostegno dei miliziani jihadisti.

Entrambi praticavano il soft air, la simulazione di azioni militari, per imparare l’uso delle armi e per allenarsi fisicamente. Per i magistrati sarebbero due ‘lupi solitari’, “che, scrivono i pm nel provvedimento di fermo, intraprendono il jihad senza una ben precisa e chiara organizzazione ma spinti e motivati solo dal crescente odio verso i Kuffar, parola araba che indica, attraverso una grande varietà di sfumature, la persona che non crede nel Dio islamico”. Due “mujaheddin virtuali” , insomma, secondo la Procura, “che promuovono una guerra culturale, anche a colpi di tweet e di notizie artatamente piegate alla propaganda radicale”. 

Tra le intercettazioni acquisite dagli investigatori ce n’è una in cui Frittitta dice, parlando al telefonino con un amico marocchino estremista islamico, anche lui ora in carcere: “Mi sono preso troppo di collera ho sbagliato tipo due volte strada. Ho allungato 40 chilometri, in più mi sono dovuto fermare. Credimi, mancava poco e Yusuf faceva un casino in autostrada”. L’intercettazione, che gli inquirenti hanno cercato di interpretare, si presta a più letture: l’uomo potrebbe aver solo descritto lo stress provato in una giornata di viaggio col tir, o, ipotesi inquietante, fare riferimento all’idea di un attentato col camion, come quello già fatto dai terroristi jihadisti ad esempio a Nizza. (Fonte: Ansa)