Isis, documenti falsi jihadisti: Napoli capitale europea contraffazione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Gennaio 2015 8:44 | Ultimo aggiornamento: 19 Gennaio 2015 8:44
Isis, documenti falsi jihadisti: Napoli capitale europea contraffazione

Napoli

NAPOLI – La jihad islamica passa per Napoli. Qui c’è la principale centrale europea di produzione e distribuzione di documenti falsi. E qui, secondo quanto risulta dai cablogrammi di Wikileaks che cita l’Fbi, ‘ndrangheta e camorra finanziano gruppi terroristici armati attraverso il traffico di droga.

A dirlo sono le inchieste della Procura partenopea, che hanno scoperto come da Napoli sia passato uno dei terroristi implicati nell’attentato di Madrid dell’11 marzo del 2004, come ha raccontato ad Amalia De Simone del Corriere della Sera il magistrato della dda di Napoli Michele Del Prete:

“Fu fermato insieme ad alcuni camorristi dei clan di Secondigliano proprio poco tempo prima della tragedia. All’epoca accertammo che era in possesso di una patente italiana falsificata che aveva utilizzato per viaggiare tranquillamente dalla Spagna all’Italia. A Napoli c’era il consolato algerino e la comunità algerina era ben radicata così in città arrivarono anche appartenenti al Gruppo islamico armato e al Fronte islamico di salvezza. In particolare ha vissuto a Napoli e qui lo abbiamo arrestato e processato anche Djamel Lounici un personaggio molto importante per la comunità algerina. Il suo carisma era tale che alcuni testimoni dicevano che sarebbero accorse tante persone per poter ascoltare Lounici, anche solo per una deposizione in un processo”.

I terroristi islamici a Napoli si ritrovano nelle moschee della città. Qui, secondo il racconto di uno dei primi “pentiti” jihadisti, esisteva un consiglio ristretto che discuteva i finanziamenti ai gruppi terroristici che venivano raccolti attraverso i contributi dei fedeli e dei commercianti, a volte senza neppure che questi lo sapessero. Alcuni di questi terroristi hanno legami con Londra, Milano, Vicenza, ma anche Spagna, Norvegia, Finlandia e Belgio, come spiega Del Prete:

“In questa città si sono spesso create condizioni favorevoli per ottenere appoggi logistici, scambio di armi e documenti falsi. Basti pensare che esistono gruppi specializzati che reperiscono i fogli dei documenti nei vari comuni, nelle prefetture e alla motorizzazione spesso organizzando furti su commissione”.