Isis. Economista Takin, greggio Califfato spaventa Opec

Pubblicato il 4 Dicembre 2015 12:05 | Ultimo aggiornamento: 4 Dicembre 2015 12:28
Oleodotti dell' Isis in Siria

Oleodotti dell’ Isis in Siria

ROMA – “Quella dell’Opec a Vienna il prossimo giugno è in qualche modo una riunione storica perché sarà la prima ad avere a che fare con un nuovo Paese produttore, lo Stato Islamico. E sarà un convitato di pietra tanto fastidioso quanto incombente”.

Lo sostiene in un’intervista a Repubblica l’economista Manouchehr Takin, per trent’anni il braccio destro dello sceicco Yamani che, da presidente dell’Opec, inventò nel 1973 l’embargo petrolifero rendendo il greggio uno strumento di lotta politica.

L’Isis produce “non meno di 400mila barili al giorno, una quantità tutt’altro che trascurabile, corrispondente praticamente all’intero potenziale produttivo siriano e in misura minore a quello dell’Iraq, dove peraltro sospettiamo che si stiano sfruttando giacimenti finora inespressi”, dice Takin.

“Il greggio trova abbondanti mercati clandestini – sottolinea – non ultimo quello delo stesso regime di Assad. Si tratta di una macchina diabolica che neanche i bombardamenti hanno finora fermato”.