Isis. Hacking Team: tutte le inchieste della Polizia bruciate

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 luglio 2015 9:12 | Ultimo aggiornamento: 31 luglio 2015 9:12
Isis. Hacking Team: tutte le inchieste della Polizia bruciate

Isis. Hacking Team: tutte le inchieste della Polizia bruciate

ROMA – I due stranieri residenti a Brescia che progettavano attacchi alla base aerea di Ghedi e sospettati di connessioni con il fondamentalismo Isis, sono stati arrestati in tutta fretta dopo lo svelamento del codice sorgente della HT e scongiurare la possibilità che i due venissero a sapere di essere intercettati e controllati.

Un grave danno alle inchieste in corso, specie a quelle sul terrorismo, molte delle quali sono state fermate. Questi gli effetti dell’attacco informatico subito dalla società Hacking Team secondo quanto riferito dal capo della polizia, Alessandro Pansa, al Copasir (Comitato parlamentare sula sicurezza).

 

Erano le intercettazioni 2.0. Il sistema più efficace per seguire le mosse di possibili terroristi: inviare un ‘trojan’ sul telefonino o sul computer per controllarne le comunicazioni. Dopo l’attacco subito da Hacking Team – la società che vendeva il suo ‘Remote control system’ anche alle forze dell’ordine italiane – i ‘segugi’ della polizia postale hanno però dovuto spegnere i software-spia.

La Polizia postale utilizzava dal 2004 il software-spia creato dalla HT. All’audizione Pansa era accompagnato dal capo della Polizia postale. Molte inchieste, ha spiegato il prefetto al Copasir, sono state bloccate in modo duraturo dopo la pubblicazione in rete del codice sorgente del software della Hacking Team, il cui uso è stato dismesso in seguito all’attacco subito dalla società. Indagini sono in corso sugli autori del furto informatico.

Tra i problemi sollevati nel corso dell’audizione c’è anche il fatto che al momento nessuna azienda italiana è in grado di fornire un servizio simile a quello che la Ht metteva a disposizione della polizia e delle altre forze dell’ordine. E’ emerso inoltre che società esterne al ministero della Giustizia utilizzavano il software dell’azienda milanese e dunque il Copasir la prossima settimana ascolterà in audizione il ministro Andrea Orlando, oltre ai comandanti generali di Carabinieri, Tullio Del Sette e Guardia di finanza, Saverio Capolupo. Anche Arma e Gdf, infatti, si servivano del software Ht per le loro indagini.