Isis minaccia Italia. Addirittura 13mila gli obiettivi possibili

Pubblicato il 16 febbraio 2015 13:18 | Ultimo aggiornamento: 16 febbraio 2015 13:22
Isis minaccia Italia. I 13mila obiettivi sensibili oltre Vaticano ed Expo

Isis minaccia Italia. I 13mila obiettivi sensibili oltre Vaticano ed Expo

ROMA – Isis minaccia Italia. Addirittura 13mila gli obiettivi possibili. L’escalation del terrorismo fondamentalista in Europa, l’avanzata dell’Isis in Libia (“Siamo a sud di Roma” il messaggio a corredo del video delle ultime brutali decapitazioni), le minacce al ministro “crociato” Paolo Gentiloni: da base logistica l’Italia si scopre ora bersaglio del terrore jihadista.

Al momento, e sulla base della lista compilata nel 2001 dopo l’attacco alle Twin Towers dall’allora ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu, il Ministero dell’Interno ha individuato 13.421 obiettivi sensibili, di cui più di 8mila con un più alto livello di rischio. Ne dà notizia il sito Lettera 43, ripreso anche da Il Giornale.

Oltre alla Città del Vaticano, obiettivo strategico scontato nell’ottica fondamentalista della guerra di religione, c’è da quest’anno ovviamente l’Expo 2015 organizzata a Milano. ma, per esempio, da porre sotto stretta sorveglianza c’è la basilica di San Petronio a Bologna. Nella cappella Bolognini vi è infatti conservato l’affresco di Giovanni da Modena del supplizio di Maometto che, secondo la lettura dantesca, è gettato nella bolgia degli eretici. Doppio scandalo per i musulmani perché unisce all’offesa la rappresentazione iconografica del Profeta, praticamente una bestemmia.

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Nel febbraio del 2002, a Roma, un controllo nei confronti di immigrati marocchini segnalati dai servizi segreti sembrò portare alla luce un commando pronto a sferrare un attacco chimico contro l’ambasciata americana capitolina. Ma il processo non riuscì a dimostrare il presunto piano, e i componenti della cellula furono tutti assolti. Non solo. Uno di loro fu anche risarcito con 100mila euro per aver trascorso un anno di ingiusta detenzione dietro le sbarre.

Il mese successivo scattò lo stato di massima allerta per un probabile attentato che avrebbe dovuto colpire contemporaneamente piazza San Marco a Venezia e piazza Santa Maria del Fiore a Firenze nei giorni di Pasqua. Le città furono blindate, ma, alla fine, non accadde nulla. (Anita Sciarra, Il Giornale)