Isis, sospetto terrorista arrestato a Milano. Indottrinava minorenni e scriveva: “Il Covid è voluto da Allah”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Luglio 2020 8:47 | Ultimo aggiornamento: 8 Luglio 2020 14:04
Isis, sospetto terrorista arrestato a Milano

Isis, sospetto terrorista arrestato a Milano. Indottrinava minorenni e scriveva: “Il Covid è voluto da Allah” (foto ANSA)

Un 38enne italiano è stato arrestato a Milano dai Carabinieri per aver diffuso attraverso i social la propaganda dello Stato Islamico. L’uomo, radicalizzato fin dal 2015 e in contatto attraverso i social con altri estremisti, secondo le accuse istigava i propri interlocutori ad abbracciare il jihad globale contro tutti gli infedeli. 

Secondo le indagini dei carabinieri, il 38enne aveva pienamente aderito alle posizioni più estremiste di matrice salafita. Era impegnato a diffondere l’ideologia dello Stato islamico attraverso diverse piattaforme social (da Facebook a Soundcloud). Condividendo immagini, video e documenti che esaltavano le violenze commesse dai terroristi dell’Isis.

Avrebbe portato avanti per quasi 5 anni una “ossessiva” opera di diffusione di immagini, audio e video di matrice terroristica Isis su internet, in particolare su Facebook.

Immagini di Bin Laden, delle Torri Gemelle, di Al Bagdadi, di foreign fighters, di donne col mitra in mano, di bambini armati che giurano di uccidere i “miscredenti”. 

Isis, il sospetto terrorista indottrinava minorenni

Issa, così si faceva chiamare, originario di Bari ma residente a Milano, tentava di portare verso il radicalismo islamico due minorenni. Come lui frequentavano il centro culturale islamico Al Nur di via Carissimi, in zona Zara. 

Il 38enne indottrinava i minorenni spiegando loro che “bisogna frequentare la moschea perché la preghiera di gruppo vale 27 volte quella fatta solo in casa”.

E se uno rispondeva: ”Ma io vengo solo la sera perché devo andare a scuola”, lui ribatteva: ”Il tempo lo trovi”.

Entrambi i ragazzi, non ancora 18enni, sono stati convinti a radicalizzarsi. Anche e soprattutto tramite i “mezzi telematici”, ovvero i social come Facebook, WhatsApp e Telegram.

Il tentativo di proselitismo e di istigazione ad atti di terrorismo, ipotizzato dagli inquirenti della procura milanese era quasi “ossessivo”. Soprattutto nei confronti di uno dei due, che peraltro, per sua stessa missione aveva “sia mamma che papà italiani”.

Il primo passo verso la radicalizzazione era però frequentare la moschea.

In un’intercettazione del 27 marzo il 38enne, avrebbe anche commentato che l’emergenza Covid “è una cosa di Allah, una cosa positiva” perché “la gente sta impazzendo” e per i non musulmani “tutto l”haram’ adesso è difficile farlo”, ossia sono stati tolti loro i vizi.

Nei confronti del 38enne il gip di Milano, Guido Salvini, ha disposto l’immediata carcerazione. (fonti ANSA, AGI, video Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev)