Isola di Montecristo invasa dai topi. Soluzione? Un aereo sputa veleno

Pubblicato il 13 Gennaio 2012 13:41 | Ultimo aggiornamento: 13 Gennaio 2012 13:42

ISOLA DI MONTECRISTO – Un “esercito” di ratti neri, uno per ogni metro quadrato minaccia l’ecosistema dell’isola più proibita dell’Arcipelago toscano, quella di Montecristo.

Per arginare l’invasione dei topi, Parco nazionale, Regione Toscana, ministero delle Risorse agricole e Unione europea, a fine mese faranno partire un progetto per sradicare le specie dannose. Ci si prepara a una vera guerra contro i roditori invasori con l’impiego di ventisei tonnellate di esche avvelenate da lanciare da un aeroplano. Un’impresa epica con lo scopo di salvare la biodiversità dell’isola e preservarla da invasioni esterne.

I ratti neri infatti pare siano arrivati da fuori, trasportati da navi e imbarcazioni e nel tempo si sono prolificati in modo spaventoso. Ma il metodo scelto, quello dell’avvelenamento aereo, sta provocando polemiche. Tra i contrari non ci sono solo animalisti e comitati, ma anche un ex campione del mondo di pesca sub, l’elbano Carlo Gasparri. Che contro il progetto ha preso carta e penna e ha scritto alla procura denunciando quello che lui ritiene un insulto all’ambiente e ipotizzando l’impiego di un veleno per topi a base del principio attivo brodifacoum, altamente tossico per gli organismi acquatici.