Milano, Pisapia non cambia idea: la rassegna pro-Israele sarà in piazza Duomo

Pubblicato il 8 Giugno 2011 11:38 | Ultimo aggiornamento: 8 Giugno 2011 17:00

MILANO, 7 GIU – ‘Unexpected Israel‘, la manifestazione in programma a Milano la settimana prossima, non sarà spostata in un’altra sede, ma si farà a Piazza Duomo, così come stabilito da oltre un anno.

La decisione è arrivata dopo una serie di frenetici contatti tra le istituzioni locali, in primis la prefettura e il Comune con il sindaco Giuliano Pisapia, fino al convolgimento anche del Viminale e dell’Ambasciatore di Israele Gideon Meir.

Insomma nessuna marcia indietro, nessuno spostamento che se fosse stato attuato, secondo una lettura ‘politica’, sarebbe stato letto come una concessione a chi contesta da giorni la celebrazione nel capoluogo lombardo di quello che è stato ribattezzato l’Expo di Israele.

”Organizzeremo come d’abitudine i servizi necessari”, spiegano dalla Questura di Milano dove sono già al lavoro per un appuntamento che si presente da ”bollino rosso” dal punto di vista dell’ordine pubblico.

”Milano è una città accogliente e ospitale e non può in alcun modo diventare la sede in cui si riproduce uno scontro che da troppo tempo non trova una soluzione positiva e pacifica – ha osservato il sindaco, che ha annunciato nel contempo una iniziativa sulla Palestina che si terrà a Milano nei prossimi mesi.

”Milano è gemellata con Tel Aviv e con Betlemme e deve continuare a essere un punto di incontro fra culture, popoli e civiltà – ha aggiunto Pisapia – Anche per queste ragioni la nostra città ospiterà Expo 2015 e continuerà a lanciare messaggi di pace e di dialogo. Milano ospiterà, come previsto, la manifestazione Unexpected Israel e proporrà nei prossimi mesi un’iniziativa perché venga conosciuta la realtà attuale della Palestina. Siamo stati protagonisti in queste settimane dell’avvio di una stagione di cambiamento e di stimolo per nuove opportunità di rilancio della nostra città e della nostra visione pacifica e cooperativa delle relazioni internazionali”.

Che l’evento non avrebbe subito cambiamenti né di data né di location lo aveva anticipato il presidente della Comunità ebraica di Milano Roberto Jarach, che aveva avuto un colloquio con l’ambasciatore di Israele in Italia, Gideon Meir. ”Ho parlato stamattina con Meir e mi ha confermato – ha spiegato Jarach – che l’evento sarà nel luogo stabilito, così come concordato con le forze di polizia e confermando un iter da tempo stabilito”.

Poi lo stesso ambasciatore aveva assicurato: ”Continuiamo a preparare la manifestazione a Piazza Duomo, così come avevamo deciso assieme al governo italiano e al comune di Milano da oltre un anno”.

La location della kermesse, Piazza Duomo appunto, era stata messa in forse dalle minacce raccolte sul web sui siti antagonisti, contrari all’esposizione. Tanto che la questura di Milano aveva ipotizzato l’area del Castello Sforzesco – molto più ‘gestibile’ sotto il profilo della sicurezza – come sito alternativo per la manifestazione.

”Ci sono già stati da parte nostra investimenti rilevanti – ha sottolineato l’ambasciatore – e il governo è favorevole a seguire il piano stabilito. E’ una cosa bellissima, tra tecnologia, arte, letteratura, quanto di meglio può unire Italia e Israele, e Milano e Tel Aviv, due città che sono gemellate. La politica non c’entra nulla”.

Intanto il comitato formato da associazioni filo palestinesi teme ora ”qualsiasi genere di provocazione da parte dei filo sionisti”, spiega il portavoce Filippo Bianchetti. Una convinzione nata dopo ”le accuse di minacce che ci hanno rivolto e che vorrei documentate – aggiunge – perché siamo pacifici e non abbiamo minacciato nessuno”.