Istat: 2,5 milioni di lavoratori a nero nel 2010, oltre 1 su 10

Pubblicato il 21 Settembre 2011 10:48 | Ultimo aggiornamento: 21 Settembre 2011 13:01

ROMA, 21 SET – Oltre il 10% degli occupati in Italia lavora in modo non regolare. Lo rileva l’Istat spiegando che nel 2010 gli occupati irregolari erano 2.548.000 (il 10,3%) sostanzialmente stabili rispetto al 2009 (2.554.0000).

Hanno lavorato nell’anno senza il rispetto della normativa vigente in materia fiscale-contributiva 2.101.200 dipendenti (l’11,1% del totale) e 446.000 indipendenti (il 7,7% del totale di questi lavoratori).

Nel complesso nel 2010 erano occupate, secondo l’Istat, tra regolari e irregolari, 24.643.000 persone con un calo di 196.000 unita’ rispetto all’anno prima. Il calo e’ stato dovuto quasi esclusivamente all’occupazione regolare (191.000 occupati in meno) mentre l’occupazione irregolare e’ rimasta stabile.

Il settore dove si concentra il lavoro irregolare resta quello dell’agricoltura con il 37,4% di sommerso e 372.000 irregolari (in calo comunque rispetto a vent’anni fa quando sfiorava il 48,5%). Ma il comparto nel quale c’e’ il maggior numero di occupati irregolari e’ quello dei servizi con 1.792.000 lavoratori irregolari (il 10,6% del totale del settore), in lieve calo sul 2009 (erano 1.822.900). Nell’industria il lavoro irregolare si limita al 5,7% e 384.000 persone. Se si considera poi l’industria in senso stretto, escludendo quindi le costruzioni, la percentuale scende al 4,4% ma rappresenta il valore piu’ alto degli ultimi 9 anni.

Tra i servizi restano ad alto rischio di irregolarita’ il commercio (444.500 lavoratori irregolari pari al 7,4% degli addetti del settore), l’intermediazione immobiliare e le altre attivita’ di servizi (oltre un milione i lavoratori irregolari nel 2010) ma soprattutto i servizi domestici presso le famiglie. Per questi non c’e’ il dato aggiornato fino al 2010 ma negli ultimi anni la percentuale di lavoro sommerso e’ stata ampiamente al di sopra del 50% del totale.