Meno lavoro, meno spese, ma più ricchezza privata: il ritratto dell’Italia secondo l’Istat

Pubblicato il 19 Novembre 2010 17:50 | Ultimo aggiornamento: 19 Novembre 2010 17:50

Un’Italia vecchia e timorosa: è quella ritratta dall’annuario Istat 2010 raccontato da Repubblica. Vecchia perché ormai, nonostante le presenza degli immigrati sul territorio, per la prima volta dal 1995 il tasso di natalità si è abbassato, toccando quota 1,41 figli per donna. Questo in un Paese in cui un abitante su cinque ha più di 65 anni.

Timorosa, poi, è l’Italia di oggi in cui un terzo degli italiani non si fida dell’acqua del rubinetto, quattro su dieci si lamentano dei disagi legati al traffico, e oltre la metà denuncia difficoltà nell’acceder ai servizi di pronto soccorso.

Il lato positivo è, come da anni, sul versante della ricchezza privata. Ben tre italiani su quattro sono proprietari di casa, nove famiglie su dieci hanno almeno un telefono cellulare, e  i depositi bancari sono cresciuti di 90 miliardi, superando i 906 miliardi totali. I consumi, però, sono diminuiti: è calata dell’1,7 per cento la spesa generale, addirittura del 3 per cento quella di generi alimentari e bevande.

Ma gli aspetti negativi non mancano: gli occupati sono calati dell’1,6 per cento per la prima volta dopo 14 anni, mentre sono aumentati i carcerati dell’11,5 per cento.

In calo le iscrizioni all’università, diminuite del 3,6 per cento, mentre cresce il numero dei lettori accaniti (più del 70 per cento) tra i ragazzini tra gli 11 e i 14 anni. Tra gli anziani, invece, cresce il numero di coloro che usano internet.

Le difficoltà maggiori però  gli italiani le incontrano nell’accedere ai servizi pubblici: il 38,5 per cento lamenta cattivi collegamenti con le forze dell’ordine, il 34,0 per cento denuncia problemi di accesso agli uffici comunali, il 26,8 a quelli postali. C’è persino un 28,6 per cento del campione che dice di avere difficoltà nell’accedere ai supermercati, un 21 per cento che ha problemi a raggiungere le farmacie e una stessa percentuale a raggiungere i negozi di generi alimentari.

Sui tempi di attesa, tra file agli sportelli, alla Posta e alla Asl, la metà degli italiani denuncia lentezze, al sud molto maggiori che al nord.

Per quanto riguarda il tempo libero, in cima alle preferenze degli italiani resta il cinema, poi musei e mostre, spettacoli sportivi, teatro, discoteche e balere, siti archeologici e monumenti, concerti di musica.