Istigazione al suicidio tramite avvelenamento: oscurato un sito con 17mila iscritti in tutto il mondo

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 7 Giugno 2021 11:56 | Ultimo aggiornamento: 7 Giugno 2021 11:56
Istigazione al suicidio tramite avvelenamento: oscurato un sito con 17mila iscritti in tutto il mondo

Istigazione al suicidio tramite avvelenamento: oscurato un sito con 17mila iscritti in tutto il mondo (Foto d’archivio Ansa)

Istigazione al suicidio tramite avvelenamento. Con questa motivazione è stato oscurato un sito internet che contava 17mila iscritti in tutto il mondo. Sul sito era facile reperire istruzioni su come uccidersi ingerendo sostanze tossiche.

Oscurato un sito per istigazione al suicidio tramite avvelenamento

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma ha oscurato un sito internet. Sito che ospitava una community con oltre 17000 iscritti in tutto il mondo. Tra cui anche ragazzi italiani. Tutti gli iscritti erano “legati dall’interesse nel trovare supporto per portare a compimento l’intenzione di suicidarsi”.

Alcuni soggetti fornivano indicazioni su come trovare la morte mediante ingestione di salnitro, una sostanza tossica. Le indagini sono state avviate a seguito dei decessi di due ragazzi di 19 anni verificatisi a febbraio e dicembre dell’anno scorso proprio dopo aver ingerito un preparato a base di nitrito di sodio.

Il sito che spiegava come suicidarsi ingerendo salnitro

Il supporto veniva offerto agli iscritti registrati alla piattaforma, attraverso l’interlocuzione diretta con soggetti in grado di fornire indicazioni utili su come trovare la morte mediante ingestione di salnitro. La sostanza, in libera vendita, se assunta in determinate quantità, diventa tossica per il corpo umano causando la morte, in quanto inibisce il trasporto di ossigeno.

Le indagini partite dopo la morte di due ragazzi di 19 anni

Le indagini, affidate alla Sezione di Polizia Giudiziaria – Aliquota Polizia di Stato ed al Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni “Lazio”, sono state avviate a seguito dei decessi, a febbraio e a dicembre, di due ragazzi di 19 anni all’interno di due strutture ricettive di Roma. Proprio dopo aver ingerito un preparato a base di nitrito di sodio.

Dalle indagini è emerso il dato che entrambi i ragazzi, che non risultano essersi conosciuti, erano inscritti ad un sito internet. Sito frequentato anche da una persona in grado di offrire una consulenza sul supporto farmacologico e la dieta da intraprendere qualche giorno prima dell’atto finale. In modo tale da non vomitare la sostanza tossica ingerita e consentirle di sviluppare l’effetto venefico.

Per farlo accompagnavano via chat le vittime sino agli istanti immediatamente precedenti la morte, assicurando alle vittime il sicuro “successo” ottenuto da altri ragazzi che avevano trovato la morte nello stesso modo. Sulla scorta di quanto sino ad ora emerso, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma ha quindi emesso il provvedimento che, almeno nel territorio italiano, inibisce a chiunque l’accesso al sito. Proseguono le indagini, anche di natura tecnica, per risalire all’identità di tutti coloro che, a vario titolo, sono coinvolti.