Italia a metà, fertilità ai minimi; così nel 2100 saremmo 30 milioni

di Caterina Galloni
Pubblicato il 15 Luglio 2020 13:18 | Ultimo aggiornamento: 15 Luglio 2020 13:18
Italia e crescita demografica, foto d'archivio Ansa

Italia a metà, fertilità ai minimi. Nel 2100 saremo 30 milioni (foto d’archivio Ansa)

In Italia le nascite sono al minimo storico e la popolazione nel tempo è destinata a dimezzarsi.  Passerà dal picco di 61 milioni del 2014 a 30,5 milioni nel 2100.

Nella lista di stati del mondo ordinata per per il loro Prodotto Interno Lordo (PIL), l’Italia scenderà dall’ottava posizione attuale alla 25ma.

E’ quanto emerge da un grande progetto di ricerca finanziato da Bill Gates, fondatore di Microsoft, in cui sono state analizzate le conseguenze della diminuzione delle nascite a livello mondiale.

Un team guidato dalla Washington University ha scoperto che 23 paesi, tra cui c’è appunto l’Italia, il Giappone, la Thailandia e la Spagna c’è la concreta possibilità che le popolazioni si riducano di oltre la metà.

E dal Medioevo a oggi, sarebbe la prima volta.

Dalla fine della “Peste Nera”, intorno al 1350, la popolazione mondiale è cresciuta continuamente.

Secondo gli esperti, nel 2017 la Spagna ha raggiunto il picco di 46 milioni e si prevede che scenderà progressivamente a 23 milioni.

Nell’elenco degli stati per PIL, la Spagna passerà quindi dal 14° al 28° posto.

Le previsioni, pubblicate sulla rivista Lancet, ritengono che nel 2064 la popolazione mondiale passerà da 7,8 miliardi a 9,7 miliardi per poi scendere progressivamente entro il 20100 a 8,8 miliardi.

Sempre meno persone in età lavorativa trasferiranno il potere economico dalle principali nazioni europee e asiatiche verso l’Africa e l’India.

Nel 2035 la Cina sostituirà gli Stati Uniti come potenza globale con il più alto PIL.

La popolazione cinese – attualmente 1,41 miliardi – inizierà a diminuire dalla metà del secolo e entro il 2100 si dimezzerà, arriverà a 730 milioni.

Nel 2024 raggiungerà il picco di 1,43 miliardi. Richard Horton, editor-in-chief di The Lancet, ha spiegato:

“Questa importante ricerca profila un futuro da affrontare e programmare con urgenza”.

“Il XXI° secolo vedrà una rivoluzione nella storia della nostra civiltà.

L’Africa e il mondo arabo daranno forma al nostro futuro.

“Entro la fine del secolo, il mondo sarà multipolare, le potenze dominanti saranno India, Nigeria, Cina e Stati Uniti.

“Sarà davvero un nuovo mondo, a cui dovremmo prepararci già da oggi”.

I ricercatori hanno scoperto che dei 195 paesi esaminati, 183 avranno tassi di fertilità inferiori a quelli indispensabili per bloccare la diminuzione della popolazione.

L’aumento della contraccezione, dei diritti delle donne, degli spostamenti in altre città e paesi, hanno determinato un calo di nascite, scrive il Mirror.

Entro la fine del secolo, la Nigeria avrà un aumento della popolazione diventerà la nona economia per PIL.

La popolazione in età lavorativa sarà seconda solo all’India e seguita da Cina e Stati Uniti. Aumenterà la popolazione in Medio Oriente e si triplicherà nell’Africa sub-sahariana passando da uno a tre miliardi.

Il co-autore della ricerca Stein Emil Vollset ha dichiarato:

“La diminuzione della popolazione potenzialmente è una buona notizia per quanto riguarda la riduzione di emissioni di carbonio e le difficoltà presenti nei sistemi alimentari”.

“Tuttavia ci saranno più anziani e dunque meno giovani, le società dovranno lottare per andare avanti con meno lavoratori e contribuenti. Saranno inevitabili delle sfide economiche”.

“Le capacità dei paesi di produrre la ricchezza necessaria per finanziare il sostegno sociale e l’assistenza sanitaria per gli anziani saranno ridotte”. (Fonte: Mirror).