Torino. Arrestati dalla polizia postale 6 italiani: distribuivano on line video e immagini pedopornografiche

Pubblicato il 2 Luglio 2010 11:49 | Ultimo aggiornamento: 2 Luglio 2010 16:52

Sei italiani arrestati in altrettante regioni e circa 70 stranieri residenti in 26 Paesi individuati. E’ questo il bilancio di una vasta operazione contro la pedopornografia condotta dalla polizia postale di Torino che, nel corso di un’indagine durata due anni e svolta con personale sotto copertura, ha individuato una vera e propria organizzazione internazionale dedita alla produzione e alla diffusione via internet di immagini e filmati a sfondo sessuale con persone di eta’ inferiore ai 18 anni.

C’è anche un maestro tra i sei pedofili arrestati. L’uomo ha 30 anni, e’ celibe e risiede in provincia di Matera. Fa l’insegnante di sostegno in una scuola elementare. Nel suo computer aveva 83mila file pedopornografici. Il profilo degli altri cinque arrestati sul territorio nazionale è pressoché il medesimo: giovane, non sposato e insospettabile.

A finire in manette sono stati uno studente di 25 anni della provincia di Catania, un programmatore informatico di 33 anni di nazionalità tedesca residente in provincia di Bolzano, un disoccupato di 29 anni della provincia di Caserta, un operaio di 23 anni della provincia di Cagliari e un operaio di 34 anni della provincia di Forlì. A quest’ultimo spetta il poco edificante primato del materiale pedopornografico detenuto: oltre 200mila file. L’operazione era partita due anni fa quando la Polposta fermò un ingegnere informatico di Milano a Settimo Torinese (Torino), incastrato mentre scambiava materiale con un agente sotto copertura.

Da qui gli agenti sono arrivati all’organizzazione che aveva creato una vera e propria rete mondiale, alternativa ai circuiti tradizionali, di produzione e scambio di materiale pedopornografico. Le vittime erano principalmente i bambini di età compresa tra zero e 12 anni, talvolta adescati in chat, che nei filmati venivano sottoposti a ogni tipo di angheria.

Nel corso dell’indagine, condotta di concerto con il centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online e coordinata dalla Procura di Torino, gli agenti sotto copertura sono riusciti, superando numerose prove per essere ammessi al circuito, a entrare in riservatissimi canali di comunicazione in tempo reale, all’interno dei quali hanno fatto uscire allo scoperto pedofili che, accettando la loro amicizia, hanno consentito l’accesso a video e immagini realizzate mediante lo sfruttamento sessuale dei minorenni.

Gli arresti in Italia sono stati effettuati in Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Campania, Basilicata, Sicilia e Sardegna. I sei italiani sono stati sorpresi a detenere e condividere ingentissimi quantitativi di materiale pedopornografico, che sono stati sequestrati.

Sono scattati contemporaneamente anche negli altri 26 Paesi praticamente di tutto il mondo (in ogni continente con la sola esclusione dell’Oceania) i provvedimenti giudiziari. Circa 70 pedofili sono stati individuati dalla polizia postale di Torino nel corso dell’operazione ‘Inglorious’, che ha visto sei persone arrestate in Italia con l’accusa di diffusione di materiale pedopornografico, mentre sono in corso ulteriori indagini per accertarne anche la produzione.

”Si tratta di un’operazione di portata colossale – ha detto il procuratore capo di Torino, Giancarlo Caselli – che ha visto le autorita’ italiana operare in collaborazione con l’Eurojust, la struttura europea creata con il compito di combattere il crimine organizzato, l’Europol e l’Fbi. Le riunioni operative, durante le quali abbiamo informato i colleghi esteri consegnando loro dossier su quanto accertato durante le indagini, si sono svolte all’Aja”. Ogni pedofilo individuato subira’ i procedimenti giudiziari previsti dai singoli codici penali di ogni Stato. I due Paesi maggiormente interessati dall’operazione sono Germania e Stati Uniti, rispettivamente con 17 e 11 persone coinvolte.