Il 40% degli italiani non sa nuotare né rimanere a galla

Pubblicato il 12 luglio 2012 13:58 | Ultimo aggiornamento: 12 luglio 2012 14:29

AOSTA – Meno di un italiano su due sa nuotare o anche solo mantenersi a galla. Il 40% non sa nuotare; solo il 32% sa nuotare effettuando la corretta respirazione (indice di sicurezza in acqua); il 41% riesce a mantenersi a galla con facilità in acqua profonda; il 35% riesce a mantenere gli occhi aperti sott’acqua. Di più, il 93% ritiene importante sensibilizzare i genitori ed offrire loro strumenti educativi per il comportamento in acqua. I dati dell’Istituto Piepoli sono stati forniti da Nicola Brischigiaro, pluricampione mondiale di immersione in apnea, e Acquatic Education (che ha commissionato la ricerca) presentando la Campagna nazionale 2012 di sensibilizzazione con spot tv e radio in onda sulle principali emittenti radiotelevisive italiane.

La campagna si sviluppa su due temi: ‘Acquaticità e Sicurezza 0-12 anni, dai primi bagnetti alla prima scoperta del mare’, e ‘Con tuo figlio, in acqua, devi sempre sapere cosa fare’. ”L’annegamento – ha precisato Brischigiaro – è secondo l’Oms tra le prime cause di mortalità accidentale; infatti ogni anno nel mondo oltre 3 milioni di bambini e adolescenti sono vittime di infortuni in acqua o rischiano l’ annegamento, spesso nelle mini piscine la cui vendita è in continuo aumento”.

Brischigiaro ha sottolineato che ”i semi-annegamenti sono spesso invalidanti e chi sopravvive può riportare danni fisici e cerebrali anche per tutta la vita: deficit neurologici, fisici ed altre patologie correlate”. Promossa dall’associazione Acquatic Education, la campagna è ideata e curata, con esperti del Ministero della Salute.

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