Jacopo Caccia salvò suo figlio da un’auto in fiamme. Marino Lanfranchi lo assume

di redazione Blitz
Pubblicato il 31 dicembre 2013 9:51 | Ultimo aggiornamento: 31 dicembre 2013 9:51
Jacopo Caccia salvò suo figlio da un'auto in fiamme. Marino Lanfranchi lo assume

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BERGAMO – Quando Jacopo Caccia, 18 anni appena, si fece coraggio insieme al suo amico Nicola Bertasa, di 20 anni, e salvarono Giordano Lanfranchi e la sua fidanzata da un’auto in fiamme, non pensava certo di guadagnarsi un posto di lavoro. Ma la riconoscenza di un padre, Marino Lanfranchi, non ha limiti. E per questo ha offerto un lavoro nella sua officina all’eroe disoccupato che ha salvato suo figlio a un passo dalla morte.

Il padre del salvato che salva il salvatore. Jacopo, fresco di diploma come perito meccanico, la scorsa estate si era subito procurato un lavoro in una grossa azienda.  Ma in un Paese dove il posto fisso è ormai un miraggio, nessun lavoro è una sistemazione. Due mesi fa Jacopo è stato congedato. E papà Lanfranchi si è contemporaneamente ritrovato solo a mandare avanti la sua carrozzeria, perché il figlio Giordano è stato sì salvato dall’auto in fiamme ma ha ancora mesi e mesi di riabilitazione davanti a se. Almeno sei dicono i medici.

E allora, col cuore ancora gonfio di riconoscenza, ha ben pensato di assumere Jacopo, che ha accettato “ed è pure bravo – racconta Lanfranchi -. Non è facile, sa? Sono 35 anni che faccio questo mestiere e ho avuto dieci ragazzi a lavorare con me, ma si sono fermati tutti. Nessuno ha aperto un’officina o ha continuato questa strada. A Jacopo, per ora, ho fatto fare un periodo di prova, poi passeremo al contratto”.