Jesi, messaggio del prof a studenti: “Coronavirus? Non c’è nessuna emergenza sanitaria”. Poi si difende: “Parole fraintese”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Novembre 2020 19:45 | Ultimo aggiornamento: 12 Novembre 2020 19:45
Palermo, batte la testa a scuola: morta bambina di 10 anni

Palermo, batte la testa a scuola: morta bambina di 10 anni (foto Ansa)

Jesi, messaggio del prof a studenti: “Coronavirus? Non c’è nessuna emergenza sanitaria”. Poi si difende: “Parole fraintese”.

A Jesi fanno discutere alcuni messaggi che un professore ha inviato in una chat con degli studenti.

“Non c’è nessuna emergenza sanitaria la tv racconta solo balle su balle, muoiono persone di tumore e le classificano covid”.

E ancora, “L’obiettivo di tutta questa storia è farvi fare il prossimo vaccino che non sarà un vaccino normale.

Inietteranno nanoparticelle capaci di interagire con segnali 5G per il controllo della vostra salute”.

Sono i due messaggi, come raccontano il Corriere Adriatico e il Resto del Carlino, di un professore di matematica e fisica del Liceo Scientifico “Vittorio Emanuele II” di Jesi.

Messaggi diffusi in una chat di una terza classe.

Il docente, secondo quanto riferiscono oggi i due quotidiani, ha invitato i ragazzi a “venire davanti alla scuola facendo dad col cellulare per farvi sentire un po’”.

Il dirigente scolastico Floriano Tittarelli sta ora pensando ai provvedimenti disciplinari da adottare.

“Quando ho letto i messaggi – dice Tittarelli – non ci potevo credere.

Parliamo di un insegnante stimato all’interno del nostro istituto, invece purtroppo è tutto vero.

Per fortuna i ragazzi con molto senso di responsabilità si sono opposti al suo invito”.

La replica del professore

“Parole fraintese, non sono un negazionista e i miei studenti lo sanno”.

Questa la replica di Matteo Cesaroni, docente di matematica e fisica presso il Liceo Classico “Vittorio Emanuele”, alle accuse sui messaggi anti covid e no vax inviati via WhatsApp ai ragazzi di terza e quarta classe.

Il professore chiede scusa, in una nota, ai genitori e alla scuola, e spiega: “la mia era solo una provocazione per cercare di tirare un po’ su il morale a ragazzi frastornati dagli eventi, consapevole che non avrebbero mai seguito le mie parole”.

“Poche righe possono essere largamente fraintese se lette da persone che non mi conoscono – aggiunge -, mentre i ragazzi a scuola ne hanno capito il senso tanto che nessuno ha pensato di accogliere la mia idea provocatoria di fare la didattica digitale di fronte alla scuola”.

Poi spiega che “tutto ciò che ho detto nel messaggio riguardo la veridicità dei tamponi, o l’efficacia e l’interazione dei vaccini col nostro corpo l’ho appresa da dottori o scienziati che hanno diffuso notizie attraverso internet.

Mi riferisco in primis al premio Nobel Luc Montagnier, medico virologo e biologo, e allo scienziato Stefano Montanari.

Non essendo io un esperto, mi sono fidato delle loro parole a riguardo per dare una visione diversa della situazione”.

“Penso sia importante dare vedute allargate ai ragazzi, e non solo dire ciò che tutti i giorni si sente dalla fonte tv”, prosegue Cesaroni.

“I ragazzi sanno che io non sono un negazionista poiché il virus esiste – sottolinea -.

Ma la cosa che ho voluto dire è che probabilmente certe emergenze potevano essere affrontate diversamente, con più consapevolezza scientifica.

Tengo molto alla scuola e al benessere degli alunni, in questo periodo ho visto i loro volti spegnersi.

Quindi, abbastanza ingenuamente da parte mia, ho pensato di invitarli a dare un segno della loro esistenza all’interno di questo sistema.

Il mio – si difende Cesaroni – era solo un incitamento all’informazione su più canali e a non recepire per vere o consolidate le opinioni di massa create dai media, cosa che penso sia fondamentale per la crescita di una mente critica e vogliosa di apprendere”. (Fonte: Ansa)