Jessica Mambretti ha ucciso i suoi furetti, poi il figlio Patrick e si è uccisa

di Fabio Conti (Ansa)
Pubblicato il 30 Agosto 2014 20:27 | Ultimo aggiornamento: 30 Agosto 2014 20:33
Jessica Mambretti ha ucciso i suoi furetti, poi il figlio Patrick e si è uccisa

Jessica Mambretti ha ucciso i suoi furetti, poi il figlio Patrick e si è uccisa

BERGAMO – Prima ha ucciso i due furetti che si erano portati da casa e che lei aveva scelto anche come sua immagine del profilo su Facebook. Poco dopo si è accanita sul figlio Patrick Lorenzi, che avrebbe compiuto 10 anni a febbraio, colpendolo con una pietra alla testa. Poi Jessica Mambretti si è tolta la vita, buttandosi in un dirupo.

E’ questa la ricostruzione effettuata dagli inquirenti su quanto accaduto nella notte tra mercoledì e giovedì sui piani del monte Avaro a Cusio, in alta valle Brembana.

Ulteriori conferme su quello che è ormai senza dubbio inquadrabile come un omicidio-suicidio dovrebbero arrivare dalle autopsie dei due corpi, che il sostituto procuratore di Bergamo Raffaella Latorraca ha fissato per la mattinata di lunedì. Il piccolo Patrick aveva anche dei tagli ai polsi e l’esame autoptico servirà a spiegarne le cause.

Per uccidere il figlio, la donna avrebbe utilizzato come arma una delle tante pietre che si trovano sul monte dove si erano accampati con la loro tenda, in una zona tra l’altro non ottimale per un campeggio.

Di sicuro mercoledì sera Jessica era ancora viva: ha inviato quello che sarebbe stato il suo ultimo sms all’ex compagno Marco Lorenzi, papà di Patrick: “Siamo da mia sorella, non continuare a chiamare”, gli ha scritto alle 21,47. Ma non era vero.

Verusca, la sorella di Jessica vive a Trezzo Sull’Adda, nel Milanese, dove gestisce un maneggio, mentre sua mamma Angiolina abita a Capizzone e suo papà Osvaldo, ex fornaio, nella Bassa bergamasca. Invece mercoledì sera Jessica e Patrick si trovano a chilometri di distanza da tutti questi posti. Quel pomeriggio, con i due furetti, due zaini e una tenda azzurra, avevano lasciato la casa di Ponteranica e raggiunto con la Fiat Panda rossa (trovata posteggiata nel parcheggio di un ristorante) i piani del monte Avaro.

Al ristorante vengono visti alle 17,30. “Dov’è un punto con un bel panorama e degli strapiombi?”, chiede Jessica al titolare. Patrick verrà trovato dal Soccorso alpino oltre ventiquattro ore dopo, alle 23 di giovedì, a circa 300 metri dalla tenda. Ucciso il bimbo, ormai in balia di chissà quali pensieri, Jessica è salita fino a 2.100 metri dai 1.850 della tenda e si è lasciata cadere in un precipizio. Seguita dai servizi sociali di Ponteranica, temeva che le portassero via il bambino per via della sua depressione. Per questo ha deciso di portarlo con sé in montagna per l’ultima volta e farla finita per sempre.