Jessica Valentina Faoro, il collega del tranviere: “Assumeva ragazzine e ci mostrava le loro foto”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 febbraio 2018 10:52 | Ultimo aggiornamento: 8 febbraio 2018 10:52
Jessica Valentina Faoro collega tranviere

Alessandro Garlaschi, il tranviere accusato dell’omcidio di Jessica Faoro

ROMA – Jessica Valentina Faoro prima di essere uccisa ha cercato di difendersi ma io “ho rigirato il coltello” che aveva in mano contro di lei e “l’ho colpita allo stomaco”. È la spiegazione data al pm Cristiana Roveda e agli uomini della Squadra Mobile di Milano da Alessandro Garlaschi, il tranviere di 39 anni accusato di aver assassinato la 19enne in via Francesco Brioschi 93 a Milano, e di aver cercato di bruciarne il corpo dopo che che la giovane aveva opposto resistenza ai suoi approcci.

La vittima è la figlia di un collega. Cosa ci facesse nell’appartamento al secondo piano è ancora da chiarire. Secondo alcuni testimoni, la ragazza, un passato difficile alle spalle, faceva le pulizie nella casa di Garlaschi e della moglie. Una coppia “schiva e scostante”, come la descrivono i vicini di casa. I due vivevano da anni nel condominio, proprietà di una cooperativa di tranvieri, ma si erano trasferiti da poco nell’alloggio della tragedia, dopo i problemi sorti con una vicina, una collega che Garlaschi aveva importunato fino a costringerla a denunciarlo per stalking.

“Mi aveva fatto vedere le foto di Jessica sul cellulare, diceva che li aiutava a stirare le camicie. In un certo senso se ne vantava – ha raccontato un collega di Garlaschi a Chi l’ha Visto? – Le foto erano normali, ma prima di lei c’era un’altra ragazza, molto giovane, che stirava in topless. Non mi sembra una cosa comune…”.

Restano dunque numerosi i punti oscuri di questa tragedia che vede per protagonista una giovanissima ragazza. Il riserbo degli inquirenti è massimo anche su un altro particolare, quello secondo cui l’uomo avrebbe tentato di disfarsi del cadavere. Per tutto il giorno la Polizia Scientifica ha fatto la spola tra la palazzina e il locale pattumiera, al centro del cortile, dove probabilmente ha provato a nascondere anche l’arma del delitto, un coltello, che non è ancora stato trovato.