Jessica Valentina Faoro uccisa con 85 coltellate: Alessandro Garlaschi a processo

di redazione Blitz
Pubblicato il 4 ottobre 2018 6:55 | Ultimo aggiornamento: 4 ottobre 2018 1:22
Jessica Valentina Faoro uccisa con 85 coltellate: Alessandro Garlaschi a processo

Jessica Valentina Faoro uccisa con 85 coltellate: Alessandro Garlaschi a processo

MILANO – Omicidio di Jessica Valentina Faoro, la Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio di Alessandro Garlaschi, il tranviere di 39 anni accusato di avere ucciso lo scorso febbraio la ragazza di 19 anni nel suo appartamento di via Brioschi, a Milano.

L’udienza preliminare a carico dell’uomo, a cui sono stati contestati l‘omicidio aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi e il vilipendio di cadavere, prenderà il via il prossimo 7 novembre davanti al gup. Il suo difensore, l’avvocato Francesca Santini, ha preannunciato la richiesta di rito abbreviato, che consente lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna, condizionato a una perizia psichiatrica. 

Stando alle indagini coordinate dal pm Cristiana Roveda, Jessica Valentina Faoro è stata uccisa con 85 coltellate e Garlaschi le avrebbe anche bruciato una parte del tronco in modo da cauterizzare una ferita ed evitare la fuoriuscita di un organo.

L’imputato ha affermato davanti a inquirenti e investigatori di ricordare solo di aver colpito Jessica con tre coltellate leggere dopo una lite in cui la ragazza, che gli aveva detto “tu mi stai troppo addosso”, lo avrebbe ferito con lievi coltellate alle mani. Insomma ha detto di aver reagito ma di non rammentare quel che è accaduto.

Garlaschi, che ha negato qualsiasi approccio di tipo sessuale (cosa peraltro confermata dagli accertamenti) ha ammesso, però che la giovane gli piaceva molto. Infatti il giorno dell’omicidio, avvenuto nella notte tra il 6 e il 7 febbraio, le aveva lasciato un bigliettino sul comodino con scritto “ciao bimba, sai che ti voglio bene. Ci vediamo stasera per vedere il film”, che era poi un cartone animato. Il suo legale è in attesa delle conclusioni del consulente nominato, uno psichiatra, affinché accerti il suo stato di salute mentale e la sua capacità di intendere e volere.