Addio a John Shepherd-Barron, l’inventore del bancomat

Pubblicato il 20 maggio 2010 14:00 | Ultimo aggiornamento: 20 maggio 2010 14:35

John Shepherd-Barron

Come spesso accade, le migliori idee vengono sotto la doccia. Ed è proprio mente si faceva un bagno che John Shepherd-Barron immaginò il bancomat nel lontano 1965. L’inventore del cassiere automatico (in inglese Atm, che sta per automated teller machine) è morto oggi all’età di 84 anni.

Barron, racconta il Daily Telegraph, era andato in banca a prelevare dei contanti ma l’aveva trovata chiusa. Allora gli venne l’idea geniale, prendendo ispirazione dalle macchinette che distribuivano barrette di cioccolato. Il britannico all’epoca lavorava per l’azienda De La Rue Instruments (stampavano monete di molti paesi, assegni ed azioni, tra le altre cose) ma portò il suo progetto alla Barclays Bank, che ne capì immediatamente il potenziale.

Il primo bancomat fu installato all’agenzia di Enfield (Londra) nel 1967 e funzionava in maniera molto simile a quello odierno. Si infilava un assegno speciale in una fessura e si digitava un pin, all’inizio di sei cifre, poi di 4 “perché mia moglie Carolina non si ricordava mai il numero”, come ha raccontato lo stesso Barron. Solo in seguito arrivò la tessera plastificata. Oggi nel mondo ci sono circa 2 milioni di bancomat.

Shepherd-Barron, però, non fece mai soldi con la sua idea, neanche la brevettò. Nel 2005, comunque, la Regina gli conferì l’onorificenza Ordine dell’Impero Britannico, e successivamente ha ricevuto un ‘premio alla carriera’ dalla ATM Industry Association, che raggruppa i costruttori delle macchine.

Insieme a Shepherd-Barron un altro scozzese, James Goodfellow, è considerato uno dei padri del bancomat. Goodfellow brevettò la tecnologia del pin, sviluppando un sistema che funzionava con una carta portante un codice criptato e una tastiera su cui digitare il numero personale. Ma la sua macchina fu testata dopo quella di Shepherd-Barron