Jolanda di Savoia, no casa dal Comune: macedone minaccia sindaco Elisa Trombin

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 settembre 2013 11:38 | Ultimo aggiornamento: 13 settembre 2013 11:45
Jolanda di Savoia, no casa dal Comune: macedone minaccia sindaco elisa trombin

Elisa Trombin, sindaco di Jolanda di Savoia (Ferrara)voia

JOLANDA DI SAVOIA (FERRARA) – Elisa Trombin vive sotto scorta. Sotto la minaccia di un cittadino macedone che si è visto rifiutare un alloggio popolare. E allora ha minacciato Trombin, sindaco di Jolanda di Savoia (Ferrara): “La prossima volta vengo con l’acido muriatico”.

Da allora Trombin, 40 anni, è protetta dai carabinieri, ma anche dagli anziani del paese, che vigilano silenziosamente su di lei. In tanti in paese, tremila persone nella Bassa Ferrarese, le rivolgono sguardi e parole di solidarietà. Anche l’arcivescovo di Ferrara, Luigi Negri, ha telefonato a Trombin. “Mi ha fatto un piacere immenso”, ha detto il sindaco.

Che le minacce vadano prese con la massima cautela e serietà, racconta Francesco Alberti sul Corriere della Sera, è stato il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto di Ferrara.

Troppi gli indizi che lasciano pensare che la minaccia possa davvero trasformarsi in realtà: è stata fatta negli uffici comunali, chi l’ha fatta ha parlato di acido, troppo spesso usato per sfregiare le donne (ma non solo) negli ultimi mesi in Italia. E c’è il precedente di Laura Prati, sindaco di Cardano, uccisa il luglio scorso da un ex vigile urbano.

La stessa Trombin ammette un po’ di paura, come ha spiegato al Corriere della Sera:

“In passato mi sono trovata di fronte ad atteggiamenti aggressivi, ma sempre gestibili. Stavolta invece sono rimasta molto colpita”. E certo non aiuta il fatto che il macedone, pur allontanato dal paese e indagato con l’accusa di minacce, è a piede libero. Un fantasma difficile da scacciare: “Non ci penso. Spero solo che non ci siano in giro emulatori. E comunque credo di essere abbastanza tosta per reagire…”.

“Come tanti miei colleghi, spesso non abbastanza considerati da Roma, ma sbattuti dalla crisi in prima fila. La gente viene da noi disperata, famiglie senza lavoro, aziende in ginocchio, per molti siamo l’ultima spiaggia e a volte le reazioni possono essere imprevedibili”.

Se poi sei donna, tutto si complica: “Agli occhi di molti sembriamo più vulnerabili e qualcuno pensa di approfittarne, ma non è assolutamente così”. Sempre aperta la porta dell’ufficio del sindaco Elisa. Anche ieri c’era la fila: “Non permetterò mai che questa storia possa influenzare il mio lavoro”.