Jolly Nero, comandante: “Partendo da Genova bisogna farsi il segno della croce”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Luglio 2013 11:28 | Ultimo aggiornamento: 6 Luglio 2013 13:03
Jolly Nero, comandante Roberto Paoloni: "Buttato giù torre piloti, saranno tutti morti"

Il porto di Genova dopo lo schianto della Jolly Nero (LaPresse)

GENOVA – ”Eh niente, buttato giù la torre dei piloti… saranno tutti morti’‘. E’ la voce del comandante del Jolly Nero, Roberto Paoloni, registrata dalla scatola nera del cargo la notte del 7 maggio quando abbattè l’ edifico nel porto di Genova, uccidendo 9 persone.

Ora Roberto Paoloni, il primo ufficiale Lorenzo Repetto e il pilota del porto di Genova Antonio Anfossi, sono sospesi dalle loro funzioni per due mesi prorogabili: non potranno comandare una nave, né pilotarla. A deciderlo è stato il gip di Genova che ha accoto la richiesta della Procura, e respinto la richiesta di incidente probatorio avanzata dai legali.

Questo perché i tre indagati per omicidio colposo plurimo per la tragedia della torre piloti costata la vita a nove persone, non possano ripetere i “comportamenti gravissimi messi in atto quella notte”. A dare sostanza alla sua decisione c’è la trascrizione delle conversazioni registrate dalla “scatola nera”, il Voyager Data Record, sulla plancia della Jolly Nero.

Le trascrizioni delle voci di quella sera, pubblicate da alcuni quotidiani, ripercorrono le fasi della manovra, dalla partenza alla tragedia. Oltre al comandante, si sentono il pilota Antonio Anfossi e il primo ufficiale Lorenzo Repetto. Quella sera il motore della Jolly Nero per due volte non dette segnale di funzionamento alla partenza e prima dello schianto. Alle 20.59, quasi due ore prima dell’incidente, il comandante Paoloni e il primo ufficiale Repetto commentano il mancato avvio del motore. ”Il motore non ha soffiato”, è il segno della normale attività. Poi suona l’allarme di mancato avviamento.

Alle 21.01 il primo ufficiale Repetto chiede: ”Partiti?”. Il comandante Paoloni risponde: ” Non è partito niente. Ogni volta che si parte da Genova è sempre… Bisogna farsi il segno della croce. Specialmente poi quando fanno servizi di bordo… la Solas, la visita scafo-macchina. C’è da mettersi le mani nei capelli”.

Alle 21.59 sale a bordo il pilota del porto Antonio Anfossi. Alle 22.19 Repetto chiede: ”E’ partita? Perché i giri non mi danno niente”. E alle 22.35 il primo ufficiale riceve una telefonata dal direttore di macchina e dice: ”…io non posso stare qua, ce la fai ad avvisarmi… tu mi chiami, al limite mi chiami”.

Successivamente viene dato l’ordine di riavviare il motore, ma non si sente il soffio di sfiato. Alle 22.57, a due minuti dall’impatto parla il pilota Anfossi: ”Molto adagio avanti”, ma dopo pochi secondi suona l’allarme di mancato avviamento. Repetto: ”Non è  partita”. Anfossi: ”Pronti alle ancore”.

Paoloni alle 22.59: ”State pronti alle ancore, presto”. E’ il momento dell’impatto.

Alle 22.59.34 rumori della chiglia sulla banchina; 22.59.42: il crollo.

Paoloni: ”Buttato giù la torre, saranno tutti morti. Poco dopo Anfossi chiama il capo Piloti del porto, Giovanni Lettich: ”Sì Giovanni, ho buttato giù  la torre dei piloti. E’ successo un disastro”. Subito dopo è Paoloni a chiamare Giampaolo Olmetti, consigliere di amministrazione con delega all’armamento della società Ignazio Messina. ”C’è  stato un grosso incidente… Siamo andati addosso a una banchina… Abbiamo buttato giù la torre piloti…”.