Jolly Nero. Periti Cnr: “Forse la nave toccò i fondali”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 ottobre 2014 6:39 | Ultimo aggiornamento: 15 ottobre 2014 22:43
Jolly Nero. Periti Cnr: "Forse la nave toccò i fondali"

Foto Ansa

GENOVA – L’inchiesta sulla Jolly Nero, finita contro un molo nel porto di Genova con 9 persone morte, ha compiuto un passo avanti col deposito di una nuova perizia.

La Jolly Nero, nave porta container della compagnia di navigazione Messina, finì contro il Molo Giano, abbattendo la Torre Piloti, nove persone morte nel crollo dell’edificio abbattuto al Molo Giano il 7 maggio 2013.

La perizia, come ha scritto il Secolo XIX di Genova, ha dato una “accelerazione all’inchiesta” con tre righe “tanto lineari quanto decisive”. Hanno scritto gli esperti del Cnr:

“Non è possibile ricostruire in maniera affidabile la forza esercitata dai rimorchiatori e i relativi angoli di tiro”.

Il testo della relazione è stato consegnato alla Procura della Repubblica di Genova e subito inoltrato al giudice dell’indagine preliminare Ferdinando Baldini. Ai consulenti del Cnr di Roma era stato chiesto un supplemento di accertamenti sulla strage della Torre Piloti. Riferisce il Secolo XIX:

“Secondo lo studio non sarebbe quindi possibile indagare i rimorchiatori stessi, e le responsabilità rimarrebbero così circoscritte alla società armatrice. Non solo. I consulenti hanno anche analizzato i fondali marini, sottolineando come non possa escludersi che la Jolly Nero li abbia toccati poco prima dell’impatto in banchina, alterando così il tracciato gps.

Il nuovo approfondimento era stato commissionato a maggio, per cercare di ricostruire gli ultimi minuti prima dell’impatto. Secondo quanto ha sempre sostenuto finora il pm Walter Cotugno, l’intervento dei rimorchiatori sarebbe stato «ininfluente» rispetto all’errata manovra del cargo. La compagnia invece sostiene che il loro apporto poteva essere determinante e avrebbe evitato l’impatto; ma è chiaro che l’ultimo rivolgimento complica ulteriormente la posizione degli imprenditori.

Quali sono, a questo punto, i tempi dell’indagine che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano chiese di chiudere in fretta? Agli occhi degli inquirenti, le responsabilità sono ormai circoscritte e però bisognerà attendere il deposito di un’ultima perizia, eseguita nella forma dell’incidente probatorio ovvero con valore processuale. È quella che un esperto di Trento nominato dal tribunale dovrà consegnare dopo un sopralluogo di due giorni a bordo della Jolly, eseguito alla metà di agosto. Un dossier importante, certo, dove sono tuttavia ridottissime le possibilità che sia dedicato spazio a eventuali colpe delle imbarcazioni d’appoggio. Ecco perché l’inchiesta difficilmente subirà scossoni e dovrebbe essere chiusa dai magistrati (del caso si occupa in prima persona il procuratore capo Michele Di Lecce) entro la fine dell’anno”.

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