José Alberto Cadena Ruiz: 2 anni in carcere, poi viene dichiarato innocente

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Luglio 2014 12:43 | Ultimo aggiornamento: 14 Luglio 2014 12:43
José Alberto Cadena Ruiz

José Alberto Cadena Ruiz

ROMA – Due anni, sei mesi e diciotto giorni di carcere poi la Corte d’Assise di Roma lo scarcera con una sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste.

È l’incredibile storia raccontata dal Messaggero di José Alberto Cadena Ruiz, accusato di aver strangolato e ucciso una sua amica, Graciela.
Il 10 ottobre 2010 José viene arrestato per omicidio pluriaggravato. L’innocenza è emersa poi nel dibattimento. Determinante nel processo il contributo dei medici legali.

José, 52 anni, ora è libero:

“In carcere sono sopravvissuto vivendo la vita degli altri: mio nipote che nasceva, mia figlia che trovava una piccola occupazione, mia madre di ottanta anni che esce dall’ospedale, gli amici che fanno la colletta per trovare gli avvocati. E ogni volta mi ripetevo che dovevo aspettare, che qualcuno avrebbe capito che ero vittima di un errore giudiziario, che bastava leggere le perizie. Invece niente, ogni volta che passavano i giorni rinchiuso trattenevo il fiato e tornavo in cella. Non parlavo con nessuno per settimane”.

“Pensavo di non farcela – continua José – ripetevo come un dannato che qualcuno mi avrebbe creduto, mi avrebbe ascoltato. Due anni e mezzo sono un tempo infinito. Un giorno uguale all’altro, tutti i giorni: ho preso la terza media, pregavo e lavoravo. E non riesci a pensare ad altro se sei innocente: diventa la tua ossessione”