Josefa. “Naufraga con smalto”, fake news virale e meschinità assortite sulla migrante salvata dall’Ong

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 luglio 2018 18:24 | Ultimo aggiornamento: 24 luglio 2018 0:23
Josefa. "Naufraga con smalto", fake news virale e meschinità assortite sulla migrante salvata dall'Ong

Josefa. “Naufraga con smalto”, fake news virale e meschinità assortite sulla migrante salvata dall’Ong

ROMA – L’ennesimo oltraggio per Josefa, dopo quello di essere stata 48 ore in mare, arriva dall’odio web: “è una naufraga ma con smalto”. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Post pieni di odio all’indirizzo della migrante camerunense, salvata dagli operatori di Open Arms, e corredati da foto di Josefa con smalto rosso e braccialetti. Da lì la montatura virale: “è un’attrice”, “non c’è stato alcun naufragio”. Una montatura che acquista toni che vanno oltre le fake news, venati di razzismo.

“Scappa dalla guerra ma si è pitturata le unghie. Inoltre le mani non hanno l’aspetto spugnoso tipico di chi resta in acqua per ore”, discetta un account su twitter. La fake news corre tra un post e l’altro, tra un social e l’altro, si colora di complottismo e a tratti trasuda persino cinismo fuori luogo, “si è rifatta le unghie tra un naufragio e l’altro”, “funziona come Cocoon, dopo 48 ore in acqua sei più bella”.

La verità la racconta Annalisa Camilli, giornalista dell’Internazionale che era a bordo dell’Open Arms quando hanno soccorso Josefa: “ha le unghie laccate perché nei quattro giorni di navigazione per raggiungere la Spagna le volontarie di Open Arms le hanno messo lo smalto per distrarla e farla parlare. Non aveva smalto quando è stata soccorsa, serve dirlo?”. A riprova la foto del salvataggio della donna dove chiaramente non ha smalto, nè braccialetti. Ma neanche questo placa l’odio in rete. “Sulla nave Open arms ci si diletta con lo smalto”, ironizza qualcuno e subito sotto accusa finiscono i volontari di Open Arms ‘colpevoli’ di avere lo smalto a bordo e di aver regalato un attimo di umanità, di normalità e anche di legittima vanità alla migrante.