Inglese ucciso da tir nel 2005, tutto in prescrizione: chi lo spiega a Londra?

Pubblicato il 11 Ottobre 2012 12:39 | Ultimo aggiornamento: 11 Ottobre 2012 12:40

MODENA – Giugno 2005. Un pensionato inglese, Keith Johnson, guida la sua auto con annessa roulotte verso la riviera romagnola. Imbocca la A22 del Brennero, subito dopo incontra una coda: tutti fermi, ci sono lavori sulla quarta corsia. Dietro di lui arriva un autotreno che non riesce a frenare. Impatto fortissimo: il pensionato Keith muore sul colpo. Ottobre 2012, la “pratica” che riguarda l’omicidio colposo del pensionato Keith è rimasta per più di 5 anni sul tavolo del giudice per le indagini preliminari. A gennaio sarà quindi destinata alla prescrizione. Nessun colpevole, nessuna condanna o assoluzione. La morte dell’inglese Keith su suolo italiano semplicemente non ha lasciato traccia nella giustizia di casa nostra.

Una storia ordinaria in Italia. Ma ora chi spiegherà alla famiglia del pensionato Keith che in Italia non bastano 7 anni e mezzo per un caso relativamente semplice? Chi gli spiegherà che i tempi di prescrizione, con la legge cosiddetta ex Cirielli, sono dimezzati e passano da 15 anni a 7 e mezzo per l’omicidio colposo? Caso grave, quello di Keith come qualsiasi omicidio colposo, ma senza complicazioni: non sono servite lunghe perizie tecniche. Eppure dal 2005 a oggi la giustizia non è riuscita ad arrivare a sentenza.

Vediamole le tappe di questa storia. Dopo l’incidente di giugno 2005 l’inchiesta della procura di Modena si chiude nel novembre 2006. La richiesta di rinvio a giudizio per l’autista del camion, accusato di omicidio colposo, è del gennaio 2007. La tappa successiva spetta al Gip, che deve decidere per il proscioglimento o per il rinvio a giudizio. Ma la pratica del pensionato Keith resta sulla scrivania per 5 anni e mezzo. Se ne accorgono solo a settembre 2012, quando il tribunale decide di smaltire un po’ di arretrati e si ricordano del caso del pensionato inglese. Prossima udienza: gennaio 2013. Ovvero quando la prescrizione sarà già attiva. Quando il giudice ha fissato la nuova udienza l’aula era vuota. Nessun rappresentante dall’Inghilterra. Da quelle parti, forse, nessuno credeva davvero che la giustizia italiana facesse il suo corso.