La banca per gli immigrati condannata per razzismo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 luglio 2015 12:13 | Ultimo aggiornamento: 6 luglio 2015 12:15
Otto Bitjoka

Otto Bitjoka

ROMA – Extrabanca, la banca nata con l’obiettivo di dar credito agli stranieri in Italia, è stata condannata per razzismo. L’istituto infatti dovrà risarcire il suo ex vicepresidente, l’imprenditore italiano di origine camerunense Otto Bitjoka, allontanato nel 2011 dal consiglio di amministrazione. Una decisione che, secondo il tribunale di Milano, è stata dettata da razzismo. Extrabanka è stata condannata a risarcire Bitjoka con 80mila euro. La vicenda la ripercorre Diego longhin su Repubblica:

Bitjoka, imprenditore italiano di origine camerunense, attivo sul fronte sociale e promotore della nascita di Extrabanca, di cui era vicepresidente, nel 2011 era stato l’unico nel consiglio di amministrazione a denunciare il comportamento discriminatorio nei confronti di un dipendente di origine senegalese, Cheik Tidiane Gaye. Il lavoratore denunciò il fatto che i dirigenti dell’istituto lo volevano dissuadere dal candidarsi alle elezioni comunali del 2011 con Pisapia a causa del suo colore della pelle e della sua razza, accomunandolo agli zingari. E poi l’invito a non pretendere di fare carriera, di diventare dirigente perché immigrato. Tutti fatti accertati da una sentenza del marzo del 2012 del tribunale del Lavoro di Milano che ha riconosciuto a Gaye di aver subito “molestie razziali”.