La carica dei falsi dislessici: allarme dell’Ido nelle scuole

Pubblicato il 16 Dicembre 2011 12:27 | Ultimo aggiornamento: 16 Dicembre 2011 13:57

ROMA – In Italia 1 bambino su 5 presenta disturbi di apprendimento ma questo non vuol dire che sia dislessico; eppure viene ritenuto tale e inserito in un percorso di recupero specifico che rischia di causargli danni notevoli, avendo in realtà solo disturbi comuni.

A lanciare l’allarme è l’Istituto di Ortofonologia (Ido) che oggi ha presentato, in una conferenza stampa, i risultati del progetto ‘Ora si!’, segnalando come nelle scuole materne ed elementari di Roma circa il 23% dei bambini venga erroneamente indicato a rischio di Disturbi specifici di apprendimento (Dsa), ovvero con significative difficoltà nella lettura, scrittura e nel ragionamento matematico.

In realtà, in questo 23% – come e’ emerso dall’indagine – vi sono anche bambini con difficoltà di tipo minore, definibili come secondarie o a basso rendimento scolastico, e non come Dsa. Una precisazione che abbassa la percentuale dei bambini a rischio al 4%.

Il progetto ‘Ora si!’, promosso dall’associazione di scuole ‘Una rete per la qualità’ in collaborazione con l’IdO, nasce – e’ stato ricordato stamani – per dare ai docenti la migliore metodologia di supporto e per arginare il problema legato alla sproporzionata segnalazione dei Dsa, nei diversi momenti dell’iter scolastico.

”Segnalare come dislessici bambini che in realtà non lo sono comporta – ha spiegato il direttore dell’IdO, Federico Bianchi di Castelbianco – due gravi rischi: sono dirottati su percorsi alternativi come portatori di una disabilità che non hanno, con oneri economici non sostenibili e totalmente inutili, mentre il loro problema non solo non verrà affrontato ma lascerà un vuoto di conoscenze che si ripercuoterà pesantemente sul loro curriculum studiorum”.

L’esperienza formativa di ”Ora si!”, svoltasi da settembre 2010 a giugno 2011, ha realizzato un’indagine condotta su 9 scuole elementari e 6 scuole materne, per un totale di 1.175 alunni.