La colletta della mafia per far saltare in aria il pm Di Matteo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Maggio 2015 14:26 | Ultimo aggiornamento: 7 Maggio 2015 14:26
La colletta della mafia per far saltare in aria il pm Di Matteo

Nino Di Matteo

PALERMO – “Per l’attentato al pm Nino Di Matteo raccogliemmo 500mila euro per acquistare il tritolo: 360mila ne misi io, 140 Girolamo Biondino e Alessandro D’Ambrogio. Il canale per l’approvvigionamento dell’esplosivo erano i calabresi”. Lo ha rivelato, deponendo al processo sulla trattativa Stato-mafia, il pentito Vito Galatolo. In origine l’agguato si sarebbe dovuto organizzare nei pressi del tribunale, ma i boss non trovarono una base logistica per sorvegliare la zona e allora si decise di puntare sui luoghi in cui il pm trascorreva le vacanze.

Cosa nostra, secondo quanto riferisce il pentito, avrebbe, pur di eliminare il magistrato, pensato di colpirlo a Roma. “Contattammo perciò Salvatore Cucuzza (collaboratore di giustizia che viveva a Roma dove gestiva un ristorante, ndr) – ha aggiunto – che ci mise a disposizione il suo locale. Avrebbe dovuto dire a Di Matteo che voleva parlargli della trattativa per farlo andare da lui”. Ma il progetto di attentato, risalente al 2012 non è mai stai portato a termine. “Perché?” chiede il pm Vittorio Teresi al pentito. “Perché poi – ha spiegato Galatolo – tra novembre 2013 e dicembre 2014 arrestarono Alessandro D’ambrogio, Girolamo Biondino e Vincenzo Graziano che erano quelli che con me avrebbero dovuto organizzare l’attentato”.