La Croce rossa chiude. Via 20mila volontari, chi resta obbedirà a un privato

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 novembre 2014 12:34 | Ultimo aggiornamento: 24 novembre 2014 14:04
La Croce rossa chiude. Via 20mila volontari, chi resta obbedirà a un privato

La Croce rossa chiude. Via 20mila volontari, chi resta obbedirà a un privato

ROMA – La Croce rossa chiude. Via 20mila volontari, chi resta obbedirà a un privato. Dopo 148 anni di onorato servizio la Croce Rossa militare ammaina la sua bandiera. Se il decreto del 2012 del ministro Balduzzi (governo Monti) non verrà modificato in extremis, ventimila volontari in divisa andranno via, a meno che non accettino di prestare servizio per una struttura privata.

In realtà spazi di negoziazione sul decreto non ce ne sono: si punta, invece, a sostenere qualche emendamento che congeli per almeno un anno il licenziamento dei militari. Il presidente della Croce rossa italiana, Francesco Rocca,afferma che su 150 mila soci della Cri sono solo 3 mila gli appartenenti al Corpo Militare e non 20mila.

«Rocca dice che sono solo 3.000 i volontari in divisa ma 3.000 sono quelli che hanno pagato la quota associativa e sono registrati. Quando però si viene richiamati non si guarda chi è registrato e chi no. Chi viene richiamato paga al momento gli 8 euro della quota sociale e sta a posto. E i richiamati sono circa 20.000», spiega il tenente colonnello Claudio De Felici, addetto alla comunicazione dell’Ispettorato nazionale del Corpo militare della Cri. (Carlo Mercuri, Il Messaggero)

La vecchia organizzazione (il braccio operativo della Protezione Civile) scomparirà sotto il peso di una mala gestione che dal 1982 ha portato ben 8 commissariamenti.  La forbice di Monti ha inteso tagliare quello che è considerato un ramo secco. Si procederà alla smilitarizzazione del corpo, allo smembramento del personale.

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Oggi la Croce Rossa militare è organizzata così: a parte le crocerossine (che non verranno toccate dal provvedimento) ci sono i militari in servizio effettivo e continuativo, i militari con contratto a tempo determinati, i volontari (cioè fanno un altro lavoro ma accettano, quando chiamati, disciplina e regolamenti militari). Carlo Mercuri de Il Messaggero ci spiega che fine faranno.

Il decreto prevede che ai 175 militari a tempo determinato non venga rinnovato il contratto annuale (alcuni sono a contratto da 25 anni) e che gli 803 militari in servizio continuativo vengano smilitarizzati e messi in “mobilità non protetta”. Costoro sarebbero cioè costretti ad andare a cercarsi un lavoro per conto loro, immaginiamo con quante possibilità di successo.

La catastrofe sociale aumenta se poi si rivolge l’attenzione al popolo dei ventimila, i volontari in divisa. «Costoro diverrebbero un’organizzazione acefala e senza più una direzione militare sarebbero destinati a scomparire», dice il maggiore Vito Failla, presidente del Cocer della Croce rossa militare. (Carlo Mercuri, Il Messaggero)